Nei prossimi giorni i detentori di un veicolo immatricolato riceveranno al loro domicilio la fattura dell’imposta di circolazione 2020. La stessa potrà essere pagata entro il 1. marzo 2020 e sarà analoga a quella del 2019. L’imposta di circolazione di base non è infatti stata modificata. La nuova formula di calcolo, contenuta nel messaggio 7670 approvato dal Governo il 12 maggio 2019, è attualmente al vaglio del Parlamento e si prefigge di allineare le imposte di circolazione richieste in Ticino alla media nazionale, seguendo i principi di sostenibilità ambientale e di copertura dei costi dell’infrastruttura stradale.

Per il 2020 il totale fatturato dal Cantone per le varie imposte di circolazione ammonterà a 132.8 milioni di franchi – importo identico al 2019 – ai quali si aggiungono circa 3.5 milioni per le imposte di navigazione. Con riferimento unicamente alle 226’020 automobili immatricolate (2018: 225’883) l’ammontare dell’imposta di circolazione 2020 fatturato sarà di 104.8 milioni di franchi, leggermente inferiore al gettito del 2019 (105.1 milioni). Al 31 dicembre 2019 l’intero parco veicoli si attesta a ben 322’841 unità.  

Come detto, l’imposta di circolazione 2020 delle automobili non ha subito modifiche rispetto a quella del 2019, così come i coefficienti bonus-malus, a dipendenza dell’emissione di CO2 dei veicoli immatricolati per la prima volta dopo il 01.01.2009. Tali coefficienti sono stati riconfermati, permettendo di mantenere la riduzione complessiva del gettito di oltre 5 milioni di franchi rispetto al 2018.

Sul sito web della Sezione della circolazione è possibile calcolare l’ammontare della propria imposta di circolazione utilizzando il calcolatore online. Per il pagamento dell’’imposta – da saldare entro il 1. marzo 2020 – vi è la possibilità di usufruire della procedura elettronica (e-fattura), mentre nella busta contenente la fattura che sarà recapitata nei prossimi giorni ai detentori di un veicolo sarà pure allegato l’abituale volantino informativo, quest’anno intitolato “117, e la Polizia c’è!” a firma del Direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.

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