FrenchGermanItalian

193 schede per dire sì. Le reazioni dei partiti e i commenti alla scarsa partecipazione

- Google NEWS -

Solo 70mila ticinesi sono andati a votare in merito alla riforma fiscale, e a decidere per il risicato sì sono state 193 schede.

Diverse ovviamente le reazione. Felice il Consiglio di Stato, che fa sapere in una nota di aver preso atto “con soddisfazione dei risultati della votazione cantonale odierna che permettono l’entrata in vigore della Riforma fiscale e sociale. Grazie alla sua approvazione il Ticino potrà compiere un concreto passo avanti per migliorare l’attrattiva del sistema tributario ticinese e, al contempo, rafforzare le politiche sociali del Cantone, in particolare per quanto riguarda la conciliabilità tra famiglia e lavoro”.

“La riforma, approvata trasversalmente dal Parlamento, con oltre il 70% dei consensi, permetterà di portare il Ticino nella media nazionale, senza dimenticare le misure sociali inserite nel pacchetto. Misure che, giova ricordarlo, sarebbero cadute – per precisa volontà politica del Parlamento e del Governo – qualora il pacchetto fiscale fosse stato bocciato alle urne. E che invece hanno convinto – tra gli altri – rappresentanti sindacali, associazioni di categoria che operano nel sociale e, in ultima analisi, anche la maggioranza dei cittadini che hanno partecipato al voto. La decisione odierna permette inoltre di migliorare la concorrenzialità fiscale e quindi l’attrattività del Cantone Ticino quale luogo di residenza, in particolare per quanto riguarda l’imposizione della sostanza e del capitale, nonché di favorire l’innovazione e la creazione di nuovi posti di lavoro qualificati”, esulta il PLR.

UNIA indignata ha parlato di “una propaganda disonesta e costruita sul ricatto, cui purtroppo ha contribuito anche una parte del movimento sindacale e della sinistra: oltre che del sostegno – piuttosto scontato – da parte dell’Ocst, i regali fiscali hanno infatti goduto dell’appoggio da parte dei vertici della Vpod e dell’anima più filo-istituzionale del Partito socialista. Un comportamento semplicemente irresponsabile per organizzazioni che sono chiamate a difendere gli interessi dei salariati e delle fasce più deboli della popolazione”, i Verdi di “campagna fraudolenta”. Per i comunisti, è stato un “ignobile ricatto”.

Il PPD è convinto che  “a vincere sono le famiglie ticinesi”. Famiglie che, “grazie alle misure sociali proposte da Paolo Beltraminelli e dal Dipartimento Sanità e Socialità, potranno ad esempio contare sulla riduzione delle rette degli asili nido e su strutture d’accoglienza extra-famigliari potenziate. Un’altra misura di grande valore che riguarda i neo genitori è lo stanziamento di un assegno parentale di 3’000 franchi”.

E il PS, di fatto spaccato? “In questo caso non c’è stata una divisione, ma un dibattito chiaro e pulito. E in prospettiva vedo dei temi importanti, i salari minimi in primis, che permetteranno al PS e a Manuele Bertoli di agire insieme e consolidare il partito. Il nostro gruppo ha agito nel rispetto di un patto di Governo e parlamentare, cercando di ottimizzare la parte sociale e non mettendo il becco sul piano fiscale. Questa cosa non ci è piaciuta, ma loro stessi (ovvero Manuele Bertoli e la maggior parte del gruppo parlamentare, ndr) alla nostra conferenza cantonale avevano ammesso di non gradire il pacchetto di sgravi”, ha detto Igor Righini. E Bertoli, “Durante quella conferenza cantonale la discussione diede un risultato molto chiaro, e io da quel momento non sono più intervenuto su questo tema per rispetto di quel voto”. Pur, è evidente, non condividendolo.
Rimane convinto che se la sinistra avesse puntato solo sulle misure sociali, “non avrebbe ottenuto nulla”. Anzi, “senza la ma mediazione in Governo e quella del gruppo socialista in Gran Consiglio, essa non sarebbe quella che partirà adesso”.

Come mai hanno votato così poche persone? Per Lorenzo Quadri, Piero Marchesi, Bixio Caprara e Maurizio Agustoni il fatto che fosse il tema unico in votazione ha pesato, per molti di loro non era neppure un argomento con molto sex appeal. “Le riforme fiscali, se non toccano il proprio borsello, interessano poco. Qui si parlava di aziende e di chi ha sostanza, dunque non la maggioranza della popolazione ed era la grande sfida. Nonostante ciò il fatto di aver ottenuto un voto positivo è molto interessante, ed è stato possibile perché c’è stato un accompagnamento di misure sociali”. ha detto Caprara. “Reputo che in una democrazia come la nostra dove si dà un valore importante alla democrazia diretta vedere che due terzi non va a votare è un argomento negativo, tenendo conto che si può votare anche da casa. Gli assenti hanno sempre torto, chi non ha votato non ha esercitato il proprio diritto e dobbiamo tenerne conto, non si deve relativizzare. È sinonimo che qualcosa non va, che il popolo ha perso fiducia. Vedere che una riforma, seppur timida e che teneva in considerazione solo una fascia della popolazione, significa che chi l’ha proposta non ha pensato che andava preso in considerazione anche il ceto medio, troppo tartassato da anni, e che c’è una non volontà del popolo di voler concedere qualcosa ad altre categorie se non ti tocca”, ha aggiunto Marchesi., Per Quadri,  “una disaffezione c’è perché il risultato delle urne viene sabotato dalla politica, è un deterrente. Già il cittadino pensa che comunque i politici fanno quello che vogliono, vedi Prima i nostri o il 9 febbraio, non c’è il valore giusto per i diritti popolari”. Per Agustoni, il tema non cambiava comunque le sorti del Paese, per Righini è colpa del Governo che non ha voluto far votare il 10 giugno assieme a temi federali.

Oggi Lorenzo Quadri ha postato la foto di una cassetta del Mattino gettata nel fiume, un gesto sicuramente non bello. “Poiché la cassetta del Mattino, non proprio leggerissima, non è caduta nel fiume per un colpo di vento, e nemmeno ce l’ha portata un passerotto, se ne deduce che questa è l’opera di qualche deficiente. Evidentemente a qualcuno il Mattino continua a dare molto, ma molto fastidio… bene!”.

Nel frattempo, essendo il primo maggio, si sono tenuti discorsi un po’ ovunque. La Consigliera Nazionale socialista Marina Carobbio ha ricordato a Locarno lo sciopero dei pirati nella NLM. “Noi oggi siamo al vostro fianco, così come siamo accanto oggi e lo eravamo dieci anni fa ai lavoratori e alle lavoratrici delle officine FFS di Bellinzona e così come siamo solidali con i dipendenti dell’ATS, che a loro volta lottano per i posti di lavoro e contro lo smantellamento di un servizio d’informazione indipendente. Come dobbiamo essere solidali con tutte e tutti le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno vedono messi in discussione i loro diritti.
Anche tutte e tutti coloro che domenica hanno detto di No a privilegi fiscali a favore di grandi aziende e persone facoltose hanno mostrato coraggio e determinazione. La scarsa partecipazione al voto e il risicato si, non bastano a mettere in discussione un risultato comunque significativo, che mostra la necessità di combattere le crescenti disuguaglianze. Quasi il 50% dei votanti ha detto di No a regali a chi non ne han bisogno. Da qui, da questo risultato dobbiamo ripartire.
Uniti dobbiamo lottare per salari dignitosi, per estendere i contratti collettivi, per combattere la precarietà che si manifesta sempre più sotto forma di un aumento di contratti atipici, del lavoro su chiamata e interinale”. E si è rivolta alle donne, “che ancora oggi ancora guadagnano meno degli uomini e si occupano della gran parte del lavoro di cura. Il 60% del lavoro non pagato, per le cure dei figli, delle persone anziane o ammalate, è infatti fatto gratuitamente dalle donne. Da 37 anni nella nostra Costituzione è sancita la parità salariale tra donne e uomini. Il 14 giugno 1981, infatti il popolo svizzero e i Cantoni avevano accettato di ancorare nella Costituzione il principio della parità tra uomo e donna: “Uomo e donna hanno uguali diritti. Le legge ne assicura l’uguaglianza soprattutto per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a una retribuzione uguale per un lavoro di pari valore”. Da 22 anni la legge sulla parità prevede a parità di lavoro lo stesso salario. La realtà è però ben diversa: le donne guadagnano il 18% in meno degli uomini, in media 600 franchi in meno, e il 40% di questa differenza salariale è dovuta a un chiara discriminazione delle donne rispetto agli uomini. È inammissibile che una maggioranza di uomini al Consiglio degli Stati abbia deciso di non introdurre dei minimi controlli nelle aziende per verificare il rispetto di un nostro diritto come la parità salariale!”.

A proposito di donne, Pelin Kandemir Bordoli assume la presidenza del Gran Consiglio. “L’anno che precede le elezioni è sempre complicato, c’è spesso molta agitazione. Mi auguro comunque che possa continuare ad esserci un confronto di idee sano. Non è lo scontro idee che mi spaventa, fa parte della politica l’arte di trovare o scendere a compromessi. Ma deve essere un confronto di idee sano che faccia crescere le persone, per il bene del paese”, ha ammonito. I temi? Salario minimo, lavoro in generale, sorveglianza. “È chiaro che la rappresentanza femminile in Parlamento e più in generale rimane un aspetto importante e presuppone un impegno da parte di tutti. Penso sia importante che i partiti facciano la loro parte, proponendo liste con donne, in modo che hanno maggiori probabilità di essere elette e di accedere a ruoli importanti. Occorre certamente lavorare di più in questo senso. È anche vero che gli impegni famigliari e di lavoro non sempre rendono facile conciliare gli impegni politici. Anche da questo punto di vista è importante trovare strumenti e nuovi modelli che possano permettere di conciliare i vari impegni, come per esempio strutture extrascolastiche o mense sul mezzogiorno”.

- Pubblicità -

Le imprese ti attendono

Casalini – 30 anni di esperienza e un team di idraulici professionisti

L'idraulica e la termoidraulica sono cambiate perché al giorno d'oggi i dispositivi e gli...

Mercolli – Cucine e arredamento su misura, dalla progettazione alla posa a domicilio

Il settore dell'arredamento si è evoluto in modo repentino: oggi le esigenze emergenti impongono...

Ristorante da Nani in Ascona – Specialità di carne e di pesce con l’abbinamento di qualità

In cucina la chiave del successo è la capacità di imparare sempre cose nuove,...