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La parità, 29 sì e 29 no, di ieri in Gran Consiglio sull’entrata in materia del rapporto di maggioranza di Bacchetta Cattori, è stata determinata anche dall’astensione di Germano Mattei, il quale ha spiegato: “Non è facile avere una posizione di astensione e essere ago della bilancia. Guardi lo schermo, il 29 a 29 e la tua astensione. Cambi il voto? Saresti decisivo in un modo (chiedere un ristorno sino a luglio, una barzelletta giuridicamente sostenibile) o nell’altro (rimborso retroattivo di 5 anni). Ho preferito mantenere la posizione assunta di indignato e deluso dall’assenza di 31 deputati. ‬Che il Santo Natale porti consiglio al Consiglio di Stato e sia al Gran Consiglio. Una storia infinita, un indegna Storia infinita”.

Matteo Pronzini intanto non molla, “tutto è bene quel che finisce bene? Non direi. Non almeno per quel che riguarda la vicenda dell’indennità forfettaria dell’ex-cancelliere”. E espone una lunga serie di dubbi in merito al caso Gianella.

Oggi si è presentato un nuovo partito: è quello di Werner Nussbaumer, chiamato Lega Verde. Punta a cinque deputati in Gran Consiglio e mette in primo piano l’ambiente, ritenendo che i Verdi non sono più ecologisti e i Verdi liberali sono più Liberali che Verdi. I temi saranno una giustizia indipendente dalla politica, più sostegno al ceto medio e all’industria etica e il lavoro per le aree verde. Inoltre si vuole chiudere l’aeroporto di Agno per farne un centro di ricerca sulla canapa.

Pochi giorni dopo il caso della donna licenziata a Lugano per aver postato un video dove insultava i frontalieri, oggi un altro lavoratore italiano ha perso il posto per aver minacciato e insultato gli agenti. Prima della notizia del licenziamento, il leghista chiassese Stefano Tonini ha detto la sua: “Ci risiamo! Purtroppo è successo ancora e questa volta siamo andati ben oltre. Non è bastato il brutto episodio della ragazza Italiana che settimana scorsa a Paradiso ha insultato i nostri agenti di polizia con un video pubblicato da lei stessa su Instagram dopo essere stata giustamente multata per aver parcheggiato la propria auto fuori posteggio.
La ragazza ricorderete essere stata licenziata dopo la pubblicazione del video.
Oggi mi segnalano questo post: un ragazzo (di cui ho volutamente cancellato viso, nome e cognome, ma vi posso dire che ha un permesso G) lavora per una grossa azienda di Salumi del nostro Cantone. Ora mi domando: cosa può spingere una persona a scrivere una cosa del genere? Signori, in un momento di così grande tensione politica, tensione terroristica (guardiamo Bruxelles) una persona come può rendere un tale post pubblico? E se lo facesse veramente? E se fosse armato?”.

Esultano Lorenzo Quadri e Massimiliano Robbiani. Il primo: “Alcune banali considerazioni su questa vicenda: 1) se odi la Svizzera, è giusto che non lavori in Svizzera. 2) solo l’odio nei confronti del paese che ti dà la pagnotta può spiegare simili sbroccate per una banale contravvenzione. 3) i “social” possono trasformarsi in micidiali boomerang. 4) Molti ticinesi, anche padri e madri di famiglia, sono stati lasciati a casa senza nessun post, ma semplicemente in quanto sostituiti da frontalieri. Per cui, c’è poco da starnazzare di “rappresaglie contro i frontalieri”, come nel Belpaese qualcuno sta già facendo tanto per mettersi in mostra. 5) speriamo che almeno il frontaliere licenziato venga sostituito da un ticinese e non da un altro frontaliere. 6) con una notevole tolla, adesso nel Belpaese denunciano la “mancanza di protezione dal licenziamento” che vige in Svizzera. Dimenticandosi che è proprio grazie a questa mancanza di protezione, abbinata alla devastante libera circolazione delle persone, che migliaia e migliaia di frontalieri lavorano in Ticino, in sostituzione di ticinesi lasciati a casa “senza giusta causa”

E Robbiani: “Provvedimento che trovo giustificato, anche perché non mi sembra di aver sentito un ben minimo segno di pentimento. In ogni caso il mio punto di vista non sarebbe cambiato”.

Maurizio Agustoni, Franco Celio, Felice Campana, Gianrico Corti e Tiziano Galeazzi chiedevano se la Sezione degli enti locali (SEL) non avesse interferito nel processo democratico rendendo noti alcuni suoi dubbi, che condivide con la Cancelleria di Stato, in merito all’iniziativa “Per comuni forti e vicini al cittadino”. Un’iniziativa lanciata dai Municipi di Canobbio, Melide e Vernate: per il Consiglio di Stato, no, ma avrebbe solo risposto ad alcune domande poste da dei comuni.

Mau Green è davvero il docente di Barbengo che aveva paragonato il voto sulla civica al nazismo? Il Consiglio di Stato ha detto a Massimiliano Robbiani di non poter indagare, ma il leghista non è soddisfatto e ha inoltrato un’altra interrogazione: “Nella non risposta alla mia precedente interrogazione il DECS si è nascosto nel non voler verificare l’identità della persona, con delle scuse poco convincenti. Da certe non risposte, si può intuire, che il per il DECS un docente, con più ruoli dirigenziali all’interno di un istituto scolastico si può permettere di vomitare insulti sui “social”, camuffato da un profilo falso, come se nulla fosse. Dunque, caro DECS, con questo comportamento d’indifferenza sono costretto, di nuovo, a chiedere verifiche su questo personaggio che si fa chiamare sui social Mau Green. Con questa interrogazione bis mi auguro che il tutto venga verificato per il bene non mio, ma dei nostri figli e della nostra scuola pubblica”.

L’UDC, assieme a deputati di altri partiti, si è mosso sul tema delle lingue a scuola. In un’iniziativa parlamentare di  Paolo Pamini (primo firmatario), Cleto Ferrari, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Gabriele Pinoja, Sergio Morisoli (UDC), Fabio Käppeli (PLR), Giancarlo Seitz, Michele Guerra (Lega), Claudia Crivelli Barella (Verdi) e Claudio Franscella (PPD) – chiedono di rendere il tedesco la prima lingua straniera insegnata nelle scuole ticinesi. Con un’altra, a firma di Paolo Pamini (primo firmatario),Cleto Ferrari, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Gabriele Pinoja, Sergio Morisoli (UDC), Giancarlo Seitz, Michele Guerra (Lega), Claudia Crivelli Barella (Verdi) e Fabio Bacchetta-Cattori (PPD), vuole che in Ticino si insegni nelle tre lingue nazionali e in inglese e in combinazioni di esse (escluso l’italiano).

La socialista Gina La Mantia, con Carlo Lepori, Lisa Bosia Mirra, Tatiana Lurati Grassi, Gianrico Corti, Daniela Pugno Ghirlanda, esprime preoccupazione per il clima di lavoro interno al Servizio di Assistenza e Cura a Domicilio di Mendrisio (ACD).