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Prima i nostri al centro dell’attenzione, si iniziano a scoprire le carte per l’aeroporto

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Si continua a discutere della garanzia federale ricevuta dall’iniziativa Prima i nostri, o soprattutto lo fanno Regazzi e Marchesi.

Dopo il botta e risposta di ieri, dove il Consigliere Nazionale aveva parlato di qualcosa di inapplicabile, come trasparirebbe a suo dire dalle parole del Consiglio Federale, e il presidente democentrista lo aveva accusato di non voler, come categoria di imprenditori, cambiare le regole del gioco, Regazzi ha ribattuto di nuovo: “La mia categoria, quella degli imprenditori tanto per intenderci, è composta per la grande maggioranza da gente onesta e responsabile e forse sarebbe bene che anche tu ogni tanto lo riconosca. Detto questo, noi siamo disposti ad applicare le regole votate dal popolo ma a una condizione: che rispettino il principio della legalità! Con “Prima i nostri” voi avete indotto i ticinesi a credere che si possa applicare quanto stabilito dall’iniziativa, mentre sapevate benissimo che questo non è fattibile. Lo ha detto a chiare lettere il Consiglio di Stato e lo ha ribadito ieri il Consiglio federale, che ha parlato di margini di manovra molto ridotti (che, tradotto dal politichese, significa praticamente nulli). Se volete davvero cambiare le regole del gioco, smettetela con questi sotterfugi e giochetti da “Asilo Mariuccia” e presentate finalmente la madre di tutte le iniziative, ovvero quella per la disdetta degli accordi bilaterali, che avete preannunciato ma di cui non si vede ancora traccia. Solo così potremo fare finalmente chiarezza”.

Alain Bühler, vicepresidente UDC, ha già pronosticato un “tradimento” da parte del Gran Consiglio, mentre Tuto Rossi, che ha scritto il testo dell’iniziativa, ha puntato il dito contro “i dirigenti del PUT (il Partito Unico Ticinese = PPD + PS + PLR) che continuano a rivelarsi cattivi perdenti”.

Torna d’attualità anche l’aeroporto di Lugano. I partiti starebbero decidendo i nomi da proporre per il CdA della LASA: per il PS, ci sarebbe Raoul Paglia, per la Lega Marco Bortolin. L’UDC avrebbe in ballo due nomi che non vuole svelare, il PLR starebbe valutando. Intanto il capogruppo democentrista luganese Tiziano Galeazzi non gradisce il fatto che fra i candidati ci sia anche Maurizio Merlo, ex CEO di Darwin Airline. “Aveva detto che andava tutto bene, poi la cessione… Il suo timing è stato perfetto! Per quel che riguarda il nuovo direttore, ci auguriamo che tra queste 120 candidature vi siano profili ticinesi, svizzeri o residenti altamente competitivi e se così non fosse, beh anche uno straniero che poi però venga ad abitare subito in Svizzera ma che non faccia il manager frontaliere come in alcuni casi in Ticino. Specie nel settore sanitario. Ci preoccupa però capire chi lo deciderà”.

Il co-cordinatore dei Verdi Ronnie David è tornato sulla sentenza che ha dato il via libera al salario minimo a Neuchâtel: “ha eliminato tutti gli ostacoli all’applicazione dell’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino”. Si tratta ora per il governo di presentare un messaggio contenente un salario orario minimo che si attesti almeno attorno ai 21 franchi orari. L’iniziativa dei Verdi ha come scopo principale di garantire a chiunque svolga un’attività lucrativa un salario dignitoso, che non lo obblighi a chiedere aiuti per arrivare a fine mese.
Così facendo si contribuirà anche a ridurre la povertà dei lavoratori dovuta alla forte concorrenza della manodopera frontaliera e alla ricostruzione di un’imprenditorialità sana sul nostro territorio”. Si augura che un minimo sia un monito per gli imprenditori e un metodo per scoraggiare chi utilizza manodopera, spesso frontaliera, a basso costo.

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