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Abrogata la LIA, sarà ricordata come un errore

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La LIA è stata abrogata e catalogata da tutti, Zali compreso, come un errore. Restava da decidere se approvare il rapporto di maggioranza di Rückert-Filippini, che come alternativa all’albo dei padroncini proponeva una legge da ricreare partendo da un’iniziativa parlamentare elaborata, dunque modificabile (già pronta pare) o quello di minoranza di Agustoni che imponeva una risoluzione governativa, non modificabile. Ha vinto il duo Lega-UDC. 

“Per intervenire con efficacia – soprattutto per combattere abusi – non bastano buone idee, servono solide basi legali e controlli efficaci non di facciata.La nostra linea non è cambiata: volevamo una sospensione (poi diventata abrogazione per mancanza di solide alternative) vincolando però i gruppi a un patto per una nuova versione entro termini espliciti. Non abrogazione tout court e chi si è visto, si è visto, ma un lavoro serio di analisi e anche di apertura a nuove soluzioni”, sostiene la liberale Natalia Ferrara. Il PLR ha come obiettivo “arrivare a breve termine ad una nuova proposta legislativa – una “LIA Bis” per intenderci -, il PLRT ha posto alcune chiare condizioni alla firma del rapporto in Commissione della legislazione, prima, e al voto in parlamento, poi: o Sottoscrizione da parte degli stessi firmatari di un’iniziativa elaborata per una nuova LIA; o Attribuzione di un mandato alla Commissione della legislazione per proseguire i lavori per l’adozione di una nuova legge; o Introduzione di un termine d’ordine per la trattazione dell’iniziativa (febbraio 2019)”.

In Gran Consiglio, verso sera, episodio particolare: i deputati hanno votato un emendamento di Pellanda che chiedeva di togliere l’obbligo di presentare il casellario giudiziario per i candidati in genere, mentre in realtà pensavano di star votando un altro emendamento, di Foletti, che desidera toglierlo solo per i candidati ai Consigli Comunali. Dopo un po’ di caos, si è votato l’emendamento corretto (degli oltre 70 presentati alla modifica sulla legge sui diritti politici) e si è annullato l’altro.

Approvata l’iniziativa che chiede di vietare il transito nelle gallerie alpine ai camion obsoleti, con soddisfazione del Governo.

Colpo di scena, purtroppo dettato da problemi di salute, nella corsa alla lista per il Consiglio di Stato nel PPD: Giovanni Jelmini getta la spugna. “A metà ottobre vi ho informato su questa pagina sulla mia disponibilità a partecipare alle prossime elezioni cantonali. Una disponibilità che avevo confermato ai vari organi del mio partito e alle persone che mi avrebbero aiutato in questa corsa. Tutto, in qualche modo, si era già messo in moto verso questa prospettiva. Purtroppo, però, mercoledì scorso mi è stato riscontrato un problema di salute che verosimilmente non potrà essere risolto a breve. Detto altrimenti: devo curarmi. Ci sono circostanze impreviste della vita che non cerchi e che non avresti voluto, ma che arrivano e ti costringono a rivedere i progetti futuri e l’ordine delle priorità. In questi giorni difficili, con molta fatica e rammarico, ho quindi deciso di rinunciare ad una mia possibile candidatura. In questo momento, una campagna elettorale, anche secondo il parere dei medici, non è indicata e non sarebbe neppure responsabile mettersi in gioco con un’incertezza sul proprio stato di salute. Mi rincresce per tutti gli amici – siete stati molti e mi avete commosso – che in queste settimane mi hanno manifestato il loro apprezzamento, talvolta esagerato, la loro simpatia e il loro sostegno. Un calore di cui vi sono grato e che conserverò nel cuore. Vi assicuro che ci saranno altre opportunità d’incontro. Spero di non avervi deluso”.

“Negli ultimi anni abbiamo cercato di riportare al centro del dibattito politico i temi, ci siamo impegnati intensamente per portare il Ticino verso la sostenibilità e contribuire così al rallentamento del cambiamento climatico, per salari minimi equi e dignitosi, per una pianificazione più saggia e rispettosa del territorio e contro il traffico che attanaglia l’aria e il suolo del nostro cantone. Questi temi sono decisamente sottorappresentati nei legislativi ed esecutivi sia comunali che cantonali e abbiamo tutta l’intenzione di migliorare la situazione. Grazie ad una coscienza che sempre di più si fa largo in Europa speriamo di raggiungere l’obbiettivo di portare una voce ecologista più forte e decisa anche a livello cantonale. I temi sono quindi il nostro obiettivo chiaro. Al contrario di altri partiti politici che hanno già presentato le liste e i volti che correranno per le elezioni 2019, abbiamo deciso di presentare con
maggior risalto i nostri argomenti politici”, scrivono i Verdi, il cui “Comitato cantonale  si è espresso all’unanimità a favore del referendum contro la nuova legge sulla riforma fiscale federale e il finanziamento dell’AVS. Il movimento ambientalista considera inaccettabile il ricatto che il parlamento federale vuole imporre ai cittadini. Inoltre è dannoso per la collettività insistere con sgravi fiscali a pioggia senza nessun criterio qualitativo sull’operato sociale e ambientale delle imprese. La riforma ravviva una logica disastrosa di concorrenza fiscale inter cantonale. I Verdi confermano anche la loro opposizione alla base legale che permette una maggiore sorveglianza degli assicurati, pesante intrusione nella sfera privata”.

Se dopo la consegna delle 14’500 firme a favore di un Cardiocentro indipendente Paolo Beltraminelli ha dichiarato di cercare ancora un’intesa, Matteo Quadranti per Sanità forte per tutti si preoccupa del futuro del Cardio dopo la famiglia Moccetti e sostiene che “presto o tardi i nodi delle finanze e degli interessi privati verranno al pettine così come dovrà essere chiarito come, con quali mezzi finanziari e di quale provenienza, quando e perché persone che siedono, o sedevano, nel Consiglio di Fondazione Cardiocentro hanno nel corso degli anni costituito altre Fondazioni e Società anonime che sarebbero attive nei medesimi settori di attività a scopo di ricerca e con quali risultati tangibili e come mai in piena campagna raccolta firme taluni di questi abbiano recentemente dimissionato da certe cariche. L’EOC giustamente ha sempre lasciata aperta la porta delle trattative ma la Fondazione Cardiocentro, che non è proprietà privata dei suoi gestori, dovrà spiegare e lasciar verificare da enti indipendenti i propri conti e i flussi finanziari. Tanto più che con 28 milioni di perdite di gestione cumulate in 10 anni su 42 milioni di patrimonio immobiliare e mobiliare, l’EOC dovrà sapere come salvare e garantire davvero un futuro a lungo termine al Cardiocentro nell’interesse pubblico generale”.

Salmo svizzero insegnato in tutte le scuole? Per Tiziano Galeazzi non è proprio così. “Sembra che la realtà in diverse scuole sia differente e non come sostenuto dal Governo e ovviamente dal DECS. Con un semplice sondaggio, effettuato tra diverse famiglie sparse sul territorio cantonale, risultano esserci istituti dove agli allievi non viene insegnato per nulla quanto stabilito dal Parlamento nel 2013. Ecco alcune scuole dove risulta l’assenza dell’insegnamento del Salmo svizzero: Elementari: Breggia (località Lattecaldo), Coldrerio, Savosa, Camorino, S. Antonino Cadenazzo, Bellinzona, Sementina e Prato Leventina (località Rodi Fiesso). Medie: Stabio, Massagno, Tesserete, Giubiasco e Bellinzona. E chissà quante ve ne sono ancora. Si ha quindi l’impressione sconcertante, che le disposizioni non siano chiare e che non vi siano neppure delle verifiche sull’implementazione . Non si vuole nemmeno pensare che non vi sia da parte del DECS la volontà di non insegnare il Salmo”, e deposita un’altra interrogazione.

Nuovo cambio in Municipio e soprattutto nelle file del PPD a Mendrisio. Dimissiona Piermaria Calderari, da gennaio gli subentra Francesca Luisoni, prima donna nel Municipio della Città dopo le aggregazioni.

 

 

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