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“Chiunque assume dipendenti e li mette a disposizione dei propri clienti necessita di un’autorizzazione di fornitura di personale a prestito”. Così cita la legge Federale del 6 ottobre 1989 che regolamenta a livello nazionale l’operato delle agenzie interinali e delle società di consulenza. Eppure ad oggi sembra che ci sia chi questa legge la ignori o proprio non la voglia capire.
Marco, nome di fantasia di un ragazzo poco più che trentenne che vuole mantenere l’anonimato, ci segnala che oramai il territorio elvetico è diventato un vero e proprio far-west di società italiane che approdano sul nostro territorio solo per poter eludere le leggi sul collocamento di personale del loro paese di origine.
Ci racconta che l’azienda per cui lavora, la Blazar Sa, ha ormai un trentina di dipendenti frontalieri che presta ad aziende della vicina penisola senza chiedere autorizzazione alcuna, eludendo così le stringenti regole italiane in materia ed evitando qualsivoglia controllo da noi.
Facciamo quindi una piccola indagine per capire quanto sia vera e grave la situazione, e troviamo diverse interessanti informazioni. Dopo una rapida verifica su internet, constatiamo che l’azienda in questione cerca costantemente su Monster.com, prestigioso portale di annunci di lavoro, figure professionali; e non ci sfugge la seguente frase dell’annuncio : “Verrai inserito all’interno del Team Blazar, per un’attività di lunga durata presso un nostro grosso cliente”. Ci rendiamo quindi conto che ci troviamo di fronte ad un’ agenzia interinale che opera in Italia e che la nostra fonte Marco aveva ragione. Ma può quindi una società apparentemente Svizzera fare prestito di personale? Assolutamente sì ci risponde il nostro studio legale; ma dovrebbe avere l’autorizzazione dal dipartimento SECO dimostrando di avere le competenze necessarie per farlo e mettendo una quota di capitale a garanzia del pagamento degli stipendi dei lavoratori. A tal proposito, il SECO mette a disposizione un portale per verificare che le aziende che si occupano di personale vi siano regolarmente iscritte. Ovviamente all’interno del database Federale l’azienda dove lavora Marco non c’è e neppure c’è mai stata, eppure si occupa di questo florido settore dal 2009.
Continuiamo la nostra ricerca anche su LinkedIn, il social network delle aziende, per cercare di capire l’entità del fenomeno. Qui notiamo chiaramente che la società Blazar è legata alla gemella italiana 1Innovation Srl con sede a Milano e che come diceva Marco ha all’attivo una trentina di dipendenti. Ci salta immediatamente all’ occhio, dall’elenco dei dipendenti, un certo D.B., residente a Como, che sul social dichiara di lavorare per conto di Blazar in Ermenegildo Zegna, ovvero la nota società del mendrisiotto Consitex Sa. Quindi il prestito di personale illegale viene fatto anche in Svizzera?? Pare proprio di sì, anche spudoratamente fregandosene completamente delle regole.

Concludendo ci poniamo diverse domande di tipo etico, ma soprattutto ci rivolgiamo alle istituzioni per poter capire: come è possibile che società italiane possano utilizzare il nostro territorio in questo modo infischiandosene, come questa nell’esempio per la bellezza di 8 anni, completamente delle regole? Chi doveva controllare? L’ispettorato del lavoro non utilizza i social network? La SECO non verifica le aziende di questo tipo? Le aziende Svizzere come la Consitex, non verificano se i propri fornitori sono abilitati alla fornitura di personale?

DOCUMENTAZIONE A RIGUARDO : 

COMMUNICATION WEB DEVELOPER – Blazar SA _ Monster

Collocamento privato e personale a prestito

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