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Ai Comitati Cabtonali di PPD e PS scintille contro il PLR. E si comincia a parlare di liste

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“Negli ultimi giorno sono arrivate tantissime firme, c’è stato un contributo da parte di tutti e soprattutto da parte dei docenti che hanno lavorato dietro le quinte per aprire un dibattito pubblico e permette al popolo di decidere che scuola vorrà”: parole di Piero Marchesi, che oggi, assieme a Massimiliano Robbiani e Sergio Morisoli ha consegnato le firme raccolte contro la sperimentazione de La Scuola che verrà. Per il momento, sono meno delle 7’000 necessarie, ovvero 4’600, ma quasi altrettante arriveranno dai comuni.

“Grazie a tutte e a tutti quelli che firmando hanno permesso finalmente ai ticinesi di sapere quale sarà il futuro che il DECS ha preparato per i prossimi 20 anni per i nostri giovani . E poi potremo votare NO ! Rimandando al mittente il progetto e chiedergli di presentarne uno nuovo che tenga conto di tutte le cose buone proposte da altri in questi anni, e che ha scartato o non ha voluto considerare. La scuola è troppo importante per lasciarla solo nelle mani degli “specialisti”; la SCV che andiamo a votare e spero bocciare, è la conferma che non possono essere lasciati soli a gestire questo enorme potere!”, ha scritto su Facebook Sergio Morisoli, sottintendendo che Bertoli non ne è in grado.

Ieri scintille ai Comitato Cantonali di PPD e PS: si è parlato di elezioni e in entrambi è stato criticato il PLR.

Il PS ha deciso di non dar seguito alle idee della GISO che volevano, per le liste in vista delle prossime elezioni, di inserire almeno due donne e di un giovane sulla lista per il Governo e una quota femminile del 40% e di una giovanile del 25% al Gran Consiglio. Righini ha sparato contro i liberali,  “il PLR sta operando una politica con il piede in due scarpe. Da una parte a parole difendono i cittadini del ceto medio, poi nei fatti se ne dimenticano e agiscono a supporto dei super ricchi e della grande economia speculativa. Il consuntivo? Un risultato ottenuto anche sulla pelle dei cittadini in difficoltà con dei dolorosi tagli alla politica familiare. I preventivi servivano a mettere paura, invitando i cittadini ad appoggiare i loro piani di risanamento”, e li ha accusati di utilizzare ogni occasione per sparare contro i socialisti.

Fiorenzo Dadò ha detto chiaro e tondo che nessuno avrà il diritto di prelazione per essere messo in lista, compreso Paolo Beltraminelli, di cui ha detto di non condividere tutto l’operato. Non è escluso che vi siano delle primarie per stabilire i candidati. E sul PLR: “È tempo di farsi un esame di coscienza, chi è che ha nominato i due funzionari liberali radicali all’origine anche dei problemi dell’assistenza? Chi ha condotto il DSS per anni, riducendolo allo stato in cui si trova oggi? Tanto per essere chiari non sono stati Beltraminelli o il PPD che hanno versato alla chetichella il doppio salario e contemporaneamente la cospicua pensione all’ex cancelliere dello Stato Giampiero Gianella”.

Il Municipio di Lugano ha approvato la pubblicazione di un concorso d’architettura per la nuova sede della Divisione Spazi Urbani (DSU) in zona La Stampa nel quartiere di Cadro, e il PLR esulta: “È con grande soddisfazione che il PLR di Lugano saluta la decisione del Municipio cittadino di pubblicare un Concorso internazionale d’architettura per la nuova sede della Divisione Spazi Urbani (DSU) in zona La Stampa nel quartiere di Cadro. Presidente della giuria sarà Michele Bertini, vicesindaco e capodicastero sicurezza e spazi urbani. Dopo oltre un decennio di incertezza e di soluzioni spesso improvvisate, finalmente il dossier entra quindi in una fase caratterizzata dalla concretezza, cosa di cui beneficerà la popolazione di Lugano, in generale, e quella del quartiere di Viganello, in particolare. In effetti, ed è una notizia che non può che rallegrarci, il comparto ex PTT verrà preservato, con evidenti ricadute positive sul quartiere stesso e sulla qualità di vita di chi lo popola. Un obiettivo, questo, che il PLR di Lugano e i suoi rappresentanti hanno sempre perseguito con determinazione. Adesso occorre però guardare avanti con spirito altrettanto costruttivo. In questo senso, per il PLR di Lugano diventa essenziale che si trovino soluzioni consone e soprattutto condivise per il futuro di questo pregiato angolo della Città, che si inserisce in un contesto urbano in piena trasformazione, dal quartiere di Cornaredo al futuro Campus USI/SUPSI sulla riva sinistra del Cassarate. Uno sviluppo urbanistico che cambierà radicalmente il tessuto cittadino e la fruizione degli spazi pubblici, che merita pertanto la massima considerazione”.

Matteo Quadranti del PLR è indignato per una risposta ricevuta a un’interrogazione su alcuni reperti storici, dove viene ripetuto in più circostanze che il necessario contenimento dei costi ha fatto sì che venisse penalizzata la loro conservazione e il loro studio. “Nulla di più si può fare e se anche 2000 reperti archeologici in ferro vanno a ramengo, beh…poco male. La cultura e la memoria storica “nostra”, oltre che i costi e le risorse umane e finanziarie impiegate per il reperimento dei reperti, possono essere sacrificate facendo riferimento a misure di risanamento che risalgono a prima degli ultimi consuntivi. Il tutto come se una migliore e tempestiva conservazione di questi reperti potesse causare costi elevati e insostenibili. Forse nell’era del consumismo si pensa che tanto se ne fabbricheranno altri, basterà attendere che la tecnica realizzi una macchina del tempo”, scrive amareggiato.

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