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AITI e Camera di Commercio scrivono a PPD e PLR su Prima i nostri, Marchesi si arrabbia

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Si torna a parlare di Prima i nostri, tema che arriverà presto sui banchi del Parlamento con la discussione sugli atti parlamentari scaturiti dalla Commissione e la legge di applicazione proposta dall’UDC, e come sempre sono polemiche.

AITI e Camera di Commercio hanno scritto una lettera ai deputati di PPD e PLR, invitandoli di fatto a votare no a tutto, ritenendo la legge illegale. “È stata dichiarata incompatibile con il diritto superiore, quindi illegale, col Consiglio di Stato, valutazione che condividiamo. Anche il Consiglio federale, nel messaggio concernente la garanzia federale alla modifica della Costituzione cantonale ha ricordato che i margini di manovra del Canton Ticino sono molto limitati e che l’attuazione deve comunque rispettare il diritto superiore. Leggi nate zoppe non potranno mai essere validamente applicate. I giudici ne constateranno i vizi e dichiareranno la loro nullità o inapplicabilità”.

Furibondo Piero Marchesi, “per Albertoni e Modenini, i direttori della Camera di commercio e di AITI, ciò che ha deciso il popolo evidentemente poca conta, a loro importa che le aziende possano andare avanti ad operare senza regole in un mercato del lavoro che è vieppiù difficoltoso per i ticinesi. “Prima i nostri è stata votata dal popolo e se per Albertoni e Modenini questo ha ancora un valore, avrebbero dovuto astenersi dal formulare queste vergognose richieste. Spero vivamente che l’appello di AITI e Camera di commercio trovi la risposta chiara di PPD e PLR: “Noi rispondiamo solamente al popolo!””.

Sul fronte della corsa al posto di Didier Burhalter, Marco Romano ha confermato che voterà per Ignazio Cassis. “La situazione è favorevole alla Svizzera italiana per svariati motivi. Non è tuttavia una questione ticinese, ma una necessità nazionale; sia in ottica di politica interna di coesione nazionale sia nelle relazioni con i Paesi circostanti. La Romandia sta tuttavia manifestando un’arroganza “non svizzera” e una grande mancanza di rispetto verso la coesione nazionale. Il seggio è PLR e questo non è avversato. Ignazio Cassis, deputato rodato a Palazzo, capogruppo del PLR e persona con evidenti capacità umane e politiche, si trova letteralmente al “momento giusto – al posto giusto”. Ci vuole fortuna, non capita purtroppo a tutti. Ha legami di interesse chiari, ma una volta in Governo li abbandonerà automaticamente”. Se caso, ha scritto, lo avverserà in caso di idee diverse, dato che non su tutti i temi i due concordano.

Isabelle Moret ha insistito dicendo che, se ci fosse stata Laura Sadis fra i candidati, avrebbe riflettuto più a lungo sulla possibilità di presentarsi, mentre un sostegno forse inaspettato è arrivato da Patrizia Pesenti.

Il PLR tramite Opinione Liberale ha bacchettato la Lega, dopo che Roberta Pantani ha affermato che lei e Quadri voteranno scheda bianca: “se per l’elezione di un ticinese mancheranno solo due voti, sapremo chi ringraziare e ce ne ricorderemo alle prossime elezioni”.

Lorenzo Quadri, dal canto suo, ha rilanciato: “siete davvero sicuri che, a parte i due leghisti, tutta la deputazione ticinese nel segreto dell’urna voterà compatta per Cassis? Almeno la Lega ha indicato chiaramente e fin dall’inizio, argomentandola, la sua posizione sull’aspirante CF che avete imposto”.

Giorgio Fonio su Popolo e Libertà ha spiegato di essersi arrabbiato, dopo che la Legislazione ha congelato la sua iniziativa per introdurre controlli sistematici a ogni nuovo permesso rilasciato nei campi dove vige il CCL, per i tempi lunghi della politica e perché il Governo dopo aver bocciato l’idea ha chiesto di prendere tempo. L’introduzione dei salari minimi è ancora lontana nel tempo, e legare le due questioni è per lui sbagliato, dato che lo Stato lascia lavorare stranieri anche in situazioni di illegalità.

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