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Alimenti equi dal retrogusto amaro

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Un’occasione sprecata per garantire a tutta la popolazione alimenti di qualità e sostenibili.

I Verdi del Ticino si rammaricano per la bocciatura dell’iniziativa per Alimenti equi, che si impegnava a favore di un commercio alimentare maggiormente sostenibile. Una larga fetta della popolazione ha sostenuto le nostre rivendicazioni, ma purtroppo non è bastato per obbligare il Consiglio Federale a concretizzarne gli obiettivi.

Il risultato di questa domenica rappresenta un’occasione sprecata per una transizione della Svizzera verso un’economia sostenibile. Dimostra tuttavia che una parte consistente della popolazione abbia a cuore un’alimentazione sana e una valorizzazione dell’economia locale. I Verdi continueranno a battersi a sostegno di questa visione e a supporto di una maggiore considerazione del commercio locale, con prodotti del territorio e stagionali.

L’iniziativa ha avuto il pregio di creare un grande fronte di associazioni, produttori, agricoltori e sindacati che intendono battersi anche in futuro a favore di una maggiore sostenibilità e rispetto per l’ambiente.

Stesse considerazioni valgono per la bocciatura dell’iniziativa Per la sovranità alimentare anch’essa un’iniziativa nobile a salvaguardia della qualità alimentare, si parlava anche di divieto di OGM, che purtroppo gli svizzeri non hanno sostenuto in maggioranza.

I Verdi del Ticino sono invece estremamente soddisfatti dell’accettazione del controprogetto all’iniziativa per la bici. Il nostro Cantone, più di altri, ha una forte necessità di migliorare le infrastrutture a beneficio di una mobilità maggiormente sostenibile che potrebbe portare anche importanti sviluppi in ambito turistico. Si invita quindi il governo cantonale ad attivarsi affinché aumenti a breve la priorità della realizzazione di queste opere. Si auspica altresì che l’esito di questa votazione e la relativa concretizzazione di queste opere, possano finalmente diminuire l’inutile ostilità nei confronti degli utenti della strada più deboli.

Infine il nostro movimento è amareggiato che la popolazione abbia deciso di non sostenere un maggiore investimento nella scuola pubblica, bocciando la sperimentazione della Scuola che verrà. L’impressione che la campagna elettorale su questo tema sia stata abilmente trasformata in un referendum sul Consigliere di Stato a capo del dossier, evitando di discutere seriamente di visioni che avrebbero potuto portare benefici alle future generazioni e di conseguenza alla nostra società.

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