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Ancora polemiche per l’addio di Mirante e Gatti. Il Governo soddisfatto del preconsuntivo

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Continuano le polemiche a Torricella-Taverne, dopo le dimissioni di Amalia Mirante e Antonello Gatti. “Non c’è stato nessun contraccolpo nell’amministrazione comunale e ci teniamo a rassicurare popolazione. Resta a loro l’onere di dimostrare concretamente il mancato rispetto delle regole e delle procedure. Dovessero esserci, gli enti preposti ce lo segnaleranno”, ha detto il vicesindaco leghista Franco Voci. “Vorremmo sapere nel dettaglio quali sono questi episodi. Mirante ha parlato di 12 episodi in 18 mesi, con tanto di segnalazione agli enti locali senza elementi oggettivi. Come si può lavorare in queste condizioni?”. Che passare all’opposizione abbia fatto del male ai due, si chiede qualcun altro.

Intanto, il Governo si rallegra del risultato positivo, con un più 30 milioni, raggiunto nel preconsuntivo. Insomma, la parità dovrebbe essere raggiunta a fine 2017, fondamentali elementi non pronosticabili e eccezionali come l’utile di risorsa della BNS e i soldi arrivati dalla confische giudiziarie.

Il DI è soddisfatto anche del risultato delle aste online delle targhe, mentre la Gestione ha stabilito alcuni miglioramenti da attuare dopo lo scandalo permessi al DT: la dotazione di personale dell’Ufficio migrazione va coperta con personale impiegato con contratti a tempo indeterminato nominato: l’utilizzo di collaboratori ausiliari o che provengono da programmi dell’assistenza non è ottimale, mentre il controllo interno va garantito dal servizio giuridico che con il metodo campione e sulla base di una valutazione reale dei rischi può verificare lo svolgimento corretto delle procedure.

Emergono nuovi dettagli sul maestro di tirocinio licenziato, assieme a un collega che sapeva e non disse nulla, per la molestia ai danni di un apprendista (che ha raccontato il suo incubo, parlando di percosse, e dopo l’abuso anche di terra bruciata e denigrazione, invitando chiunque sia passato dalla sua stessa situazione a denunciare): pare vendesse legna sottobanco e comprava coi soldi dello Stato, che lo teneva d’occhio da anni, materiale che usava per sé.

Germano Mattei ha interrogato il Governo in merito al post di un utente frontaliere, che diceva di godere ancora per quelle che definisce “le gesta di Tomic”, ovvero l’omicidio di Damiano Tamagni a Locarno, e schernisce gli svizzeri disoccupati. Il rappresentante di MontagnaViva vuol sapere se si può farlo diventare persona non gradita in Svizzera e se si può risalire alla sua identità.

Andrea Censi e Boris Bignasca chiedono un intervento radicale in piazza Molino a Lugano, “le attuali strutture (fontana compresa) devono essere rimosse, gli attuali posteggi cancellati e la superficie degli stessi reintegrata nella progettazione della piazza. La superficie della piazza dovrà esser progettata con una visione funzionale, adatta ad ospitare il mercato, eventi e manifestazioni”, oltre a un autosilo.

 

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