Riprendono oggi pomeriggio i dibatti alle Camere federali. Anche la seconda settimana di sessione prevede alcuni argomenti legati alla crisi generata dalla pandemia di coronavirus.

Il Consiglio nazionale (14.30-open end) dovrà pronunciarsi sull’opportunità di conferire una base legale all’applicazione per smartphone destinata al tracciamento delle persone infette o potenzialmente infette. L’assenso del plenum è scontato.

L’applicazione SwissCovid, attualmente in fase di test e che dovrebbe essere disponibile dal primo di luglio, permetterà di avvertire gli utenti che sono stati in contatto con persone risultate poi positive al Covid-19. L’impiego dell’app, che non utilizza né dati personali né informazioni sulla posizione, è facoltativo. I dati registrati saranno cancellati dopo 21 giorni.

NUMERO DEI MEDICI E COSTI SANITARI

Sempre in ambito sanitario, il plenum dovrà esprimersi sull’opportunità di inserire nella legge disposizioni volte a limitare il numero di medici autorizzati ad esercitare. Un altro tema sul quale il Nazionale sarà chiamato a decidere riguarda il primo pacchetto di misure per contenere l’aumento dei costi della salute. In futuro, per esempio, le casse malattia dovranno inviare all’assicurato una copia delle fatture pagate. Inoltre, come chiede il Consiglio federale, anche nel settore ambulatoriale andrebbero promossi gli importi forfettari.

CONGEDO PER GENITORI ADOTTIVI

L’agenda del lavori contempla anche l’iniziativa parlamentare di Marco Romano (PPD/TI), che auspica due settimane di congedo, ripartibili fra i genitori, per chi decide di adottare un bambino. La proposta Romano verrebbe applicata per chi adotta un bimbo di età inferiore ai quattro anni e il congedo verrebbe finanziato tramite le indennità di perdita di guadagno. Stando alle stime dell’amministrazione federale, i costi ammonterebbero a meno di 200’000 franchi all’anno. Una minoranza di batterà contro il progetto della commissione preparatoria, sostenendo che l’adozione è una scelta di responsabilità personale.

AFFITTI COMMERCIALI

Tre i temi in particolare che occuperanno il Consiglio degli Stati (dalle 15.15 alle 20.00), di cui uno connesso alla crisi pandemica e già affrontato la settimana scorsa dal Nazionale. I “senatori” dovranno stabilire, attraverso una mozione, se vogliono che la Confederazione intervenga nella questione degli affitti commerciali.

La commissione preparatoria raccomanderà al plenum di ribadire la decisione della settimana scorsa della camera del popolo, ossia: ristoratori e gestori di altre attività che hanno dovuto sospendere il lavoro a causa del coronavirus dovrebbero pagare solo il 40% della pigione per tutto il periodo in cui è stata ordinata la chiusura da parte delle autorità. Per chi ha dovuto solo ridurre l’attività, questa soluzione si applicherebbe per due mesi al massimo. Eventuali accordi già conclusi tra le parti devono rimanere validi.

In maggio, durante la sessione straordinaria, i due rami del parlamento non erano stati capaci di accordarsi su un problema giudicato urgente. Il Consiglio federale si è sempre opposto a una soluzione nazionale calata dall’alto. Ciò ha spinto la competente commissione degli Stati ad abbandonare le sue proposte originarie e ad adeguarsi alla soluzione escogitata dal Nazionale. A meno di sorprese, gli Stati dovrebbero accogliere la mozione: il Consiglio federale potrebbe mettersi subito al lavoro già quest’estate per realizzarla.

PRODUTTORI ARMI, NO DIVIETO FINANZIAMENTO

Seguendo l’esempio del Consiglio nazionale in marzo, la Camera dei Cantoni dovrebbe raccomandare la bocciatura dell’iniziativa popolare “Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico”promossa dal Gruppo per una Svizzera senza esercito, senza opporle un controprogetto. La maggioranza della commissione preparatoria crede che l’iniziativa sia difficile da attuare e dannosa per la piazza industriale e finanziaria Svizzera.

Sempre rimanendo in tema bellico, i “senatori” dovranno stabilire se le restrizioni all’esportazione di beni destinati alla sorveglianza di Internet e delle comunicazioni mobili debbano essere iscritte nella legge sui beni a duplice impiego. Il Nazionale aveva avallato tale revisione legislativa nel marzo scorso.

Attualmente, l’esportazione e l’intermediazione di simili beni è soggetta a un’ordinanza della durata di quattro anni. In alcuni casi non viene concessa alcuna autorizzazione se vi è motivo di ritenere che il destinatario finale utilizzerà simili dispositivi – per esempio software spia – come mezzo di repressione.

Attualmente è in vigore un’ordinanza la cui validità è limitata. Il Consiglio federale, ritenendo tale norma risalente al 2015 efficace, è dell’opinione che essa vada trasposta nel diritto ordinario.