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Come già la propria omologa del Consiglio nazionale la scorsa settimana, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-S) ha discusso dell’applicazione per il tracciamento del coronavirus, il cui lancio è previsto l’11 maggio. Al riguardo ha adottato una mozione dello stesso tenore di quella adottata il 22 aprile dalla CIP-N.

Sentiti l’Incaricato federale della protezione dei dati e rappresentanti dell’Ufficio federale della sanità pubblica, la CIP-S ha adottato con 11 voti contro 1 e 1 astensione una mozione, che incarica il Consiglio federale di sottoporre al Parlamento le basi legali necessarie per l’introduzione di un’applicazione per il tracciamento del coronavirus [20.3168 Basi legali giuridiche necessarie all’introduzione delle applicazioni per il tracciamento del coronavirus (app Corona Proximity Tracing)]. Questa applicazione consentirebbe di avvisare gli utenti entrati in contatto con persone risultate positive al test del coronavirus. La mozione precisa inoltre che devono poter essere adottate unicamente soluzioni tecniche che non prevedono la raccolta centralizzata dei dati personali e che l’utilizzo dell’applicazione deve essere facoltativo. La Commissione, preoccupata per le conseguenze che un’applicazione di questo tipo potrebbe avere sulla sfera privata, ha insistito sulla necessità di una base legale solida.

ORDINANZE DI NECESSITÀ NEL SETTORE DELL’ASILO E DEGLI STRANIERI

La consigliera federale Karin Keller-Sutter ha informato la Commissione in merito alle ordinanze di necessità adottate dal Consiglio federale nel settore dell’asilo e alle misure di allentamento previste alle frontiere. Dal 6 aprile 2020 le audizioni dei richiedenti l’asilo sono riprese. L’applicazione delle regole d’igiene rende le procedure un po’ meno efficienti ma ciò nonostante, il numero delle domande trattate supera quello delle nuove domande registrate.

Al momento la Commissione non ritiene vi sia motivo di intervenire ulteriormente in questi ambiti e reputa che altre norme di diritto di necessità non siano necessarie. La Consigliera federale ha inoltre informato la Commissione in merito all’impegno della Svizzera in relazione alla situazione dei profughi in Grecia. Ad avviso della Commissione anche in questo ambito non è necessario alcun intervento urgente. Tratterà dunque la mozione ordinaria depositata dall’omologa Commissione del Consiglio nazionale (20.3143 Accogliere profughi dalla Grecia e riformare l’Accordo di Dublino) secondo la procedura ordinaria, dopo che sarà stata trattata dalla Camera prioritaria.

DIRITTI POLITICI E DIRITTI DEL PARLAMENTO IN SITUAZIONI DI CRISI

La Commissione ha preso atto con soddisfazione che il 27 settembre 2020 si terrà una votazione popolare e che, in generale, l’esercizio dei diritti politici è nuovamente possibile. 

Con il Cancelliere della Confederazione e una rappresentanza dell’Ufficio federale di giustizia, la Commissione ha inoltre condotto una prima discussione sull’utilizzo da parte del Consiglio federale dello strumento del diritto di necessità e sul coinvolgimento del Parlamento. Coordinando i lavori con la propria omologa, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati, intende approfondire alcune questioni: come fare in modo che in future situazioni di crisi il Parlamento conservi la propria capacità di agire, come modificare, se necessario, le regole del gioco che disciplinano il diritto di necessità del Consiglio federale e come garantire un maggiore coinvolgimento del Legislativo nell’ambito dell’emanazione del diritto di necessità da parte del Consiglio federale.

Presieduta dal consigliere agli Stati Andrea Caroni (RL/AR), la Commissione si è riunita in videoconfenza il 30 aprile 2020.