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ARL e Cantone verso un accordo. Dadò e Quadri litigano sulla questione passaporto (ma la pensano allo stesso modo)

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La vicenda delle ARL, private del trasporto degli allievi delle medie di Pregassona perché non hanno il CCL, elemento fondamentale per partecipare al concorso, pare essere vicina alla conclusione, o quanto meno si è avuta una schiarita. In una nota, infatti, il CdA ha comunicato che sono in corso trattative col Cantone “al  fine di giungere alla sottoscrizione, in collaborazione con l’Ufficio Federale dei Trasporti, Berna, di un accordo relativo al passaggio del trasporto scolari della scuola media di Pregassona a trasporto di linea”, possibili grazie “allo sforzo di entrambe le parti volto a risolvere in modo ottimale la delicata situazione venutasi recentemente a creare in relazione al trasporto allievi della scuola media di Pregassona”. La concessione sarebbe prolungata per 10 anni.

Voci segnalano comunque che i problemi tra il Cantone e le ARL erano presenti da tempo, e lo ha specificato anche Claudio Zali: “personalmente mi occuperò della parte di dossier tecnica, su un problema che non è nato ieri ma persiste da un paio di anni. Anni in cui la trattativa non è decollata e che ci ha portato a compiere i passi formali per la possibilità di indire un concorso presso l’Ufficio Federale Trasporti”, ha detto. “A un certo punto ci è sembrato che da parte di ARL ci fosse una chiusura totale. Oggi non sembra sia più così e sicuramente ci incontreremo a breve per confrontarci e avviare una trattativa, nella speranze che per fine settembre si possa giungere a una conclusione”.

Importante per le parti la notizia che il direttore del CdA Curzio Bernasconi andrà in pensione.

Intanto si continua a litigare per la questione del doppio passaporto. Botta e risposta infatti tra Fiorenzo Dadò e Lorenzo Quadri.

Il presidente del PPD ha specificato di essere svizzero al 100%, di non ritenersi per questo superiore  a chi ha origini italiane, seppur d’accordo con chi auspica un solo passaporto per i Consiglieri Federali. “Chi oggi fa can can dovrebbe avere il coraggio di dirlo chiaramente: è l’italiano che dà fastidio, tanto lo sanno anche i sassi che sparare su tutto quanto odora di Italia conviene e tira voti. Ma prima di fare la morale a tutti e lanciare iniziative, coerenza impone di guardarsi bene allo specchio e iniziare a fare l’elenco pubblico della provenienza dei propri nonni, madri, morose, mogli, compagni dichiarati e anche quelli nascosti e che non si ha il coraggio di esporre alla luce del sole…”, ha scritto.

Per Lorenzo Quadri, si è trattata di “una sbroccata di infimo livello del presidente del PPD che inveisce contro chi sostiene che il passaporto debba essere uno solo, a maggior ragione per chi fa politica ed ancora a maggior ragione per chi fa politica a livello federale. Il problema non sono i genitori, i nonni, le fidanzate/i. E da quando in qua i doppi passaporti sono solo italiani? Il problema è che sarebbe opportuno che chi sceglie di naturalizzarsi si assumesse fino in fondo le conseguenze di questa scelta, che non è un obbligo, e rinunciasse al passaporto del paese d’origine. Sarebbe opportuno, appunto, perché oggi la legge permette di fare diversamente. Ma che chi fa politica nelle istituzioni svizzere abbia il piede in due scarpe, è decisamente fuori luogo. Se il presidente del PPD condivide che almeno i politici federali devono avere solo un passaporto, qual è il senso della sconclusionata invettiva contro chi sostiene la stessa cosa? O la realtà è che al presidente del PPD i doppi passaporti in politica vanno bene ma non è pagante ammetterlo?”.

I pipidini Giorgio Fonio e Claudio Franscella hanno interrogato il Governo, preoccupati del fatto che alle squadre sportive ticinesi che vanno in trasferta Oltre Gottardo non sarà più permesso di accedere una volta all’ora, al tunnel del San Gottardo dall’entrata di Airolo senza perdere ore in colonna o dover affrontare con un bus il passo del San Gottardo. “A causa di questa nuova decisione numerosi giovani non potranno più partecipare alle trasferte in quanto le partenze anticipate coinciderebbero, per esempio, con l’orario scolastico. Con le stesse complicazioni si troveranno confrontati i lavoratori che non possono terminare anticipatamente il proprio lavoro”.

Daniele Caverzasio si è dimesso dal CdA dell’EOC, un po’ per i crescenti impegni politici e lavorativi e un po’ per una situazione che definisce pesante, ovvero il legame affettivo con un dipendente licenziato (e indagato) per aver rubato dei medicamenti (con alle spalle un altro licenziamento per un comportamento simile). Mentre sta per decollare il master di medicina, ha deciso di farsi da parte per evitare polemiche.

Il Consiglio di Stato ha incontrato la deputazione ticinese alla Camere e si è parlato di Poste, sanità e canoni d’acqua.

“La Svizzera, come rivelano studi e dati statistici, è uno dei Paesi in cui già si lavora di più rispetto agli altri. Il mercato del lavoro è molto precario ed è difficile avere sicurezza, tutto questo mette a serio rischio la salute dei lavoratori. Smantellare una legge che di per sé già fra le più flessibili al mondo è inconcepibile. Io, ma sono sicuro anche il partito, lotterò contro questa legge”, ha dichiarato il vicepresidente del PS Fabrizio Sirica in merito al possibile allentamento delle norme sulla protezione dei lavoratori (più ore di lavoro e meno riposo).

 

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