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Sicuramente la democrazia perché non capita sovente di vedere un’assemblea gremita che dibatte col Municipio fino a mezzanotte. Ore piccole per accettare un preventivo dal quale si è dovuto togliere anche il mazzo di fiori offerto agli ottantenni in casa anziani. Insomma si è grattato il barile così tanto da consumarne il fondo perché il Cantone ci ha imposto di farlo quale senso di responsabilità, evidentemente ha ritenuto che esserci alzati già diverse tasse non fosse sufficiente.

Il no all’illegale 110%, quello legale è del 145%, è solo un primo passo per ottenere giustizia e solidarietà dai ticinesi. Il Ticino deve sapere che Astano e gli astanesi non hanno colpe per la situazione finanziaria attuale che è la concomitanza di diverse cause, alcune “sfortunate” come non essere stati in compensazione o avere 36 metri di quota in meno per ottenere gli aiuti che ci salverebbero. Ma anche i nuovi compiti imposti ai Comuni e le leggi che non tengo sufficientemente conto delle realtà oggettive dei piccoli Comuni rendono loro insostenibile la normale amministrazione.

Ora la palla passa al Consiglio di Stato che ha la possibilità di aiutare Astano con i provvedimenti di eccezione previsti dalla legge, o di applicare la Loc. e appioppare il catastrofico 145%. Non ho motivo di dubitare che il Consiglio di Stato, dopo un’attenta analisi della situazione che confermerà la buona fede del Municipio e soprattutto degli astanesi, deciderà di aiutare Astano che ha bisogno solo di pochi soldi. Comunque il piccolo villaggio “gallico” di Astano come ultima ratio potrà costringere il Cantone ad applicare i provvedimenti di eccezione, a condizione che il Municipio dia le dimissioni in corpore e nessuno lo sostituisca, lasciando intatto comunque il potere dell’assemblea degli astanesi.