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Badasci, “tre ore pagate ai dipendenti pubblici per donare il sangue, non va bene!”

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Giornata di Gran Consiglio a Palazzo delle Orsoline. In mattinata, è stata organizzata una seduta di donazione del sangue per deputati, Ministri e impiegati dell’amministrazione. “L’estate si avvicina e spesso le riserve di sangue diminuiscono.
Donate anche voi… non costa niente”, ha postato Giorgio Fonio.

Ma non sono mancate le polemiche e addirittura Fabio Badasci della Lega ha inoltrato un’interrogazione. “Trovo totalmente ingiustificato che quale canale per sensibilizzare la donazione di sangue il Consiglio di Sato abbia scelto di reintrodurre per due giorni una prassi che dal 2014 era stata abolita e cioè di dare la possibilità ai funzionari pubblici di assentarsi dal lavoro per un massimo di 3 ore, mettendo di fatto in cattiva luce il dipendente pubblico rispetto a chi è meno fortunato oggi in Ticino e ha un posto non solo non sicuro ma magari su chiamata. Inoltre in un periodo dove i docenti hanno già di fatto terminato in gran parte le lezioni essendo chiuse le scuole da venerdì 15 giugno. Sappiamo tutti che nel mondo del lavoro “privato” certi privilegi non sono nemmeno immaginabili e, come per esempio, per andare dal dentista o da qualsiasi dottore si privilegiano appuntamenti fuori dall’orario lavorativo, immaginiamoci poi per la donazione del sangue”.

Il Gran Consiglio si è schierato dalla parte di Omar Bewar (seppur con 39 voti favorevoli, uno contrario e 36 astenuti, su cui sono stati decisivi i limiti delle competenze giuridiche cantonali rispetto alle decisioni prese a livello federale.): approvata la richiesta di Fonio e Tatiana Lurati di chiedere che venga riesaminata l’espulsione del 31enne curdo, che lavora come parrucchiere, decisa dalla SEM. Sul caso c’era stata anche una petizione che aveva raccolto molte firme.

“Il Governo non negozia alcuna deroga allo scioglimento della convenzione con la Fondazione del Cardiocentro, ma su richiesta delle parti ha avanzato una proposta di compromesso. Con questo il Consiglio di Stato ritiene di aver assolto il proprio ruolo nella vertenza”, è stato risposto a Matteo Pronzini che domandava che sulla vertenza dicesse la sua il Gran Consiglio stesso.

A proposito di Pronzini, non è mancato il solito battibecco sui rimborsi per i Ministri. Solo Bertoli ha deciso di rinunciare ai 300 franchi per il telefono e lui è esploso, parlando di vergogna e di offesa per i cittadini.

Il Cantone è pronto ad aiutare Lugano Airport con 800mila franchi. “Ho proposto al sindaco di Lugano Marco Borradori la volontà del Cantone di fare il possibile per ripristinare il volo su Ginevra. Il Cantone si accollerà i costi di 800’000 franchi a mo’ di investimento secondo una chiave di riparto che non sarà quella del capitale azionario” ha detto Zali.

Andrea Censi e Lukas Bernasconi della Lega hanno interrogato il Municipio di Lugano in merito al valore reale del parco immobiliare della città

 

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