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Bagarre civica, i fautori del no gridano al complotto, Guerra e Bertoli smentiscono

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In mattinata, il comitato per il no alla civica ha gettato un’altra bomba su Alberto Siccardi e i promotori del sì, accusando Michele Guerra di scrivere a ambienti ecclesiastici per chiedere di fatto un voto di scambio, dato che nel testo si legge come un no potrebbe aver ripercussioni anche sull’insegnamento delle religioni. “La soluzione che viene posta in votazione popolare è frutto anche di un accordo affinché non si vada ad intaccare l’ora di religione come invece voleva fare il ministro Bertoli. Qualora dovessimo perdere, sicuramente si procederebbe a scelte ben poco rispettose da parte di Bertoli stesso. Una volta vinto, si procederebbe invece all’introduzione del famoso modello misto nell’ambito dell’educazione religiosa. Qualora vincesse il NO, invece, ci troveremmo in una situazione problematica visto che si prevede comunque un intervento in ambito di civica (ma visto che sarà probabilmente fatto da Bertoli e funzionari, non si premureranno certo – come fatto da noi – di tutelare l’ora di religione)”, scrive Guerra.

Lo stesso poi ha fatto sapere che in realtà ha semplicemente scritto a un paio di amici preti, e non esiste nessun accordo, solamente “il modello misto sulla religione, che io sostengo, entrerà in vigore semplicemente perché c’è una maggioranza nota ed arcinota (è pure stata depositata un’iniziativa a nome di a maggioranza dei gruppi). Dovesse passare il no alla civica, semplicemente non sono certo che la maggioranza regga”.

Lo stesso Alberto Siccardi ha negato l’esistenza di un patto del genere, sostenendo come i toni dell’intera discussione siano inappropriati, e definendo alcuni docenti “una corporazione. Sono attaccato perché imprenditore, italiano e di destra”. Col voto, c’è in gioco il futuro svizzero: “la Svizzera, non solo il Ticino, cadrebbe fra una decina d’anni sotto il dominio dei poteri forti, ovvero l’Europa e le grosse banche. Se si continua a non insegnare la civica, la conseguenza sarà quella, ne sono sicuro. Non posso dire che sono certo che i socialisti hanno questo obiettivo, ma la conseguenza è certamente quella e mi fa paura. Noi svizzeri siamo un popolo libero”.

Anche Manuele Bertoli, che aveva già risposto a Fulvio Pelli, il quale riteneva i docenti un establishment, sostenendo che se essi non possono dire la loro il problema non è la civica ma altrove, ha ribattuto: “La “tutela” dell’ora di religione innanzitutto non c’entra nulla con la civica. L’affermazione di Guerra è poi una sciocchezza, già solo perché sulla questione istruzione religiosa/storia delle religioni le competenze decisionali non sono del mio Dipartimento ma del Governo e del Gran Consiglio. È  triste vedere un deputato ricorrere a questi mezzucci per tentare di abbindolare delle persone, oltretutto dei religiosi, con argomenti fallaci”.

I membri della Lesiglazione hanno rimandato al mittente le accuse di Fonio e del PPD, spiegando che il progetto sul controllo dei nuovi permessi emessi in settori dove vige il Contratto collettivo è solo spostato in là nel tempo.

 

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