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È battaglia tra Fonio e il mondo economico. E Marchesi, “contiamo sul sostegno anche per Prima i nostri”

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Oggi ultima giornata della sessione di Gran Consiglio: la decisione più importante è stata quella relativa all’ospedale unico, o quanto meno uno di riferimento dove concentrare la medicina altamente specializzata. L’iniziativa era del pipidino Simone Ghisla e ha ricevuto 55 voti favorevoli, col gruppo PS contrario. In ogni caso non si sa ancora dove nascerà la struttura, e non lo farà prima di almeno 20-25 anni.

Intanto si continua a parlare dell’iniziativa, approvata ieri, di Fonio, Agustoni e Pagani, che vuole il blocco dei permessi di lavoro davanti a salari irregolari. Gli ambienti economici si sono scagliati contro quanto deciso.  “Comprendiamo gli obiettivi dell’iniziativa Fonio ma un Parlamento che adotta norme illegali non è al suo posto. Un nuovo caso di norme che saranno trattate da un Tribunale di questa nazione. Un Parlamento che a maggioranza vota consapevolmente norme illegali compie un atto grave – ha ribadito – Il dumping salariale va combattuto con misure più efficaci, a posteriori, come già avviene oggi. L’iniziativa Fonio non è invece efficace”, ha detto il presidente di AITI Stefano Modenini, lodando invece l’atteggiamento della liberale Ferrara.

Il direttore della Camera di commercio Luca Albertoni ha invece parlando di “un’iniziativa illegale e resta tale anche se s’intende solo sospendere i permessi per la manodopera dell’Unione europea”.

Giorgio Fonio ha replicato portando come esempio un caso di dumping: “un lavoratore occupato in un ufficio del Mendrisiotto che percepisce da ormai due (!!!) anni. Il tipico profilo di un impiegato di commercio! Il CNL obbligherebbe il suo datore di lavoro a riconoscergli un salario superiore ai 3’000 franchi invece ne prende poco più che 2’300. Questi sono i fatti. Queste sono le situazioni che ci preoccupano. Sono questi i tempi che i “buoni deputati (così li ha definiti Stefano Modenini, sottintendendo che noi siamo i cattivi) che hanno mostrato il volto migliore della politica dimostrando preparazione, argomenti solidi, passione, rispetto delle leggi e della Costituzione” ritengono accettabili nel risolvere una situazione di illegalità?”, ha scritto, annunciando una segnalazione sindacale all’ispettorato del lavoro.

Modenini ha replicato dicendo che in casi come quello esposto si tratta di “pseudo imprenditori criminali non devono avere cittadinanza in Ticino. Per questo bisogna attivare l’Ispettorato del lavoro che sanziona gli abusi, non introdurre misure inefficaci facilmente aggirabili, che illudono i cittadini per dire che si fa qualcosa”.

Il compagno di partito e di sindacato di Fonio, Lorenzo Jelmini, rivolge un invito “agli amici che rappresentano l’economia e che hanno già dichiarato di voler interporre ricorso, di impegnarsi piuttosto a proporre loro norme che ritengono rispettose dalla libera circolazione ma che nel contempo tutelino davvero i lavoratori e tutti gli imprenditori seri e onesti anziché opporsi a quanto deciso ieri dal Parlamento che vuole colpire chi continua ad approfittarsi di un mercato del lavoro che, purtroppo, lascia al loro troppo spazio per la speculazione. Mi sembra più interessante sostenere chi vuole creare impresa rispettando le regole, non solo quelle della libera circolazione ma anche quella del nostro mercato del lavoro”.

Riguardo la legalità dell’iniziativa, si è espresso l’avvocato Tuto Rossi (uno dei papà tra l’altro di Prima i nostri): “un conto sono le leggi di diritto superiore e i principi generali, un altro è l’applicazione pratica del diritto superiore il quale deve essere conforme alla Costituzione federale e cantonale. Questo offre un grande margine di manovra agli applicatori: le autorità cantonali”.

A proposito di Prima i nostri, il presidente dell’UDC Piero Marchesi ha scritto: “bravi Parlamentari per aver approvato una misura anti dumping sostenuta anche dall’UDC. Questa decisione ha dimostrato che la gestione dei permessi è anche di competenza cantonale, di conseguenza Prima i Nostri è applicabile. Confidiamo nel sostegno delle stesse forze politiche anche al momento del voto su Prima i Nostri”.

Insomma è un terreno delicato. Paolo Bernasconi ha aggiunto che il paese ha delle responsabilità per impegni presi con altre istanze e che dunque a rischio potrebbe esserci la stabilità.

A Lugano il democentrista Tiziano Galeazzi, assieme a Raide Bassi e Alain Bühler e al leghista Daniele Casalini ha messo in dubbio che la candidata nominata responsabile della Divisione gestione e manutenzione immobili presso il Dicastero Immobili della Città di Lugano non abbia tutti i requisiti richiesti nel bando di concorso. “Al fine di far luce, di evitare pasticci come fu con l’assunzione della responsabile degli eventi al LAC all’inizio del 2015”, pone una serie di domande per capire i requisiti della donna e che cosa, eventualmente, ne sarebbe di lei professionalmente se venisse scelto un altro candidato (c’è un ricorso pendente).

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