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Beltraminelli sentito dalla CPI, si litiga sul Procuratore Generale

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Paolo Beltraminelli oggi è stato sentito in audizione sul caso Argo 1 dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta. Secondo informazioni, il Ministro ha confermato ancora una volta la sua versione, quella ormai arcinota dell’urgenza. E in merito alle perplessità espresse da Rainbow, conferma di averle ritenute quelle di una ditta concorrente, mentre ha aggiunto che nessuno dei suoi collaboratori gli aveva mai parlato di problemi in merito alla Argo. Ha consegnato, pare, anche un memoriale alla CPI.

Intanto Maria Galliani è stata confermata come avvocato del Governo: non c’è conflitto di interessi, anche se lei difende pure il poliziotto accusato assieme a Sansonetti di violenze. Manuele Bertoli ha detto che il Consiglio di Stato non fa marcia indietro.

In Gran Consiglio, approvati i conti di Banca Stato e AET.

Intanto, si continua a discutere sulla nomina di Andrea Pagani come nuovo Procuratore Generale.

Lorenzo Quadri in mattinata ha attaccato duramente, definendo i deputati “il mercato del bestiame”, che “è riuscito ad eleggere il candidato che il famigerato assessment zurighese secretato (neanche fosse il terzo mistero di Fatima) raccomandava di non eleggere. E le pippe mentali sulla sottile differenza semantica (?) tra “non idoneo” e “non raccomandato” si faccia il piacere di risparmiarle, visto che la differenza è la stessa che intercorre tra la zuppa ed il pan bagnato”, inizia: l’assessment, come si sa, non è stato messo a disposizione dei granconsiglieri, e il Mattino aveva scritto che Pagani era stato ritenuto “non raccomandato”, che per chi l’ha votato non aveva la stessa valenza di “non idoneo”. Parla dell’episodio dell’assessment come di un punto basso per le istituzioni e chiede che sia il PLR a pagare sia esso sia il parere giuridico sulla sua distribuzione o meno. “L’unica nota positiva di questo mercato del bestiame su una delle cariche più importanti nella Magistratura ticinese (poi ci si chiede come mai, e grazie a chi, i cittadini non hanno fiducia nella giustizia…) è l’iniziativa parlamentare dalla Lega per l’elezione popolare del PG. Dopo quel che abbiamo visto in queste settimane, è matematicamente impossibile per il popolo fare peggio del parlamento. Almeno l’elezione popolare porta con sé la legittimazione democratica e la possibilità di lasciare a casa l’eletto il turno successivo”, aggiunge.

Il PLR gli ha risposto con Bixio Caprara. “Credo che chi si esprime in questo modo si qualifichi da solo, non necessita di commenti”, ha detto, riferendosi al “mercato del bestiame”. E sul pasticcio assessment “risponderei al Consigliere Nazionale, Municipale di Lugano e direttore di questo giornale che nell’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio i liberali sono due su dieci. L’UP ha deciso, per l’assessment prima e poi ha preso atto di diversi pareri giuridici del responsabile della protezione dei dati del Cantone nonché del consulente giuridico del Gran Consiglio che gli hanno dato un parere. Voler costruire tutta la faccenda come un gioco partitico del nostro partito è fumo negli occhi, manifestamente noi abbiamo solo due persone su dieci in UP. La seconda cosa che mi sento di dire è che fortunatamente Quadri non è la Lega, visto che noi siamo in 24 in Gran Consiglio, mentre i voti a Pagani sono stati 34, dunque ci sono state altre persone che lo hanno individuato come candidato migliore. Prima di puntare il dito contro gli altri sarebbe meglio guardare in casa sua”. Boccia decisamente l’elezione popolare del PG.

Il PPD per contro è preoccupato per l’elezione. “Il Procuratore generale designato Andrea Pagani, per svolgere efficacemente il suo compito, avrà bisogno della fiducia delle Istituzioni, non si tratta quindi di metterne in dubbio le capacità e le competenze. Ciò non toglie che sia preoccupante che la massima autorità inquirente del nostro Cantone sia eletta con i voti di appena un terzo dei deputati e contro le indicazioni della Commissione di esperti indipendenti nonché dell’assessment. Il PPD richiama tutti i gruppi parlamentari a essere coerenti con i proclami di anteporre la competenza alle etichette di partito.
Se, in occasione di future elezioni, il Gran Consiglio non riuscisse a recuperare il necessario senso delle Istituzioni, si renderà necessario riflettere se apportare dei correttivi all’attuale procedura di nomina”, si legge. Spettacoli poco edificanti, come viene definito quello di lunedì, apre la porta a richieste estreme come il voto popolare. E rimane la convinzione: “La Commissione di esperti indipendenti – l’unico organo previsto dalla Costituzione per preavvisare le nomine di magistrati – ha indicato quale unico candidato particolarmente idoneo il procuratore generale aggiunto Antonio Perugini. “Vi erano quindi tutte le premesse per procedere a una nomina condivisa, che desse al neoeletto la legittimazione necessaria per intraprendere le importanti riforme di cui ha bisogno il Ministero pubblico”.

 

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