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Botta e risposta Sergi-PS e Bühler-GAS, le donne protestano, “nessuna al LAC”

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Clima caldo a Bellinzona per gli stipendi dei Municipali. A raccogliere le firme ci sono, in modo separato, Lega e MPS. I socialisti hanno fatto notare a Pino Sergi del Movimento per il Socialismo che anche lui guadagna più o meno quanto lo stipendio di un sindaco, e la risposta non si è fatta attendere: “Noi siamo favorevoli a remunerare il sindaco anche 130’000 franchi, se fosse la sua unica entrata. Il problema è il cumulo dei salari. Perché il sindaco fa l’avvocato, il vicesindaco il notaio. Entrambi ottengono quindi ulteriori cospicue entrate dalla loro professione, entrate che sicuramente vengono influenzate in modo positivo dalla loro carica politica”. Insomma, sono il cumulo delle cariche, ed anche il rimborso spese, a non piacere.

Il PS in serata ha diffuso una nota in cui dicono di “non condividere ad esempio le critiche virulente rivolte contro il sistema di indennità destinate ai Municipali, contenuto nel Regolamento comunale di recente approvazione. Una città “in costruzione”, con 42’000 abitanti, impone una mole di lavoro notevole ai funzionari comunali ma pure ai rappresentanti politici. Le cifre proposte sono proporzionate agli oneri e alle responsabilità da assumere, così come risultano più che sostenibili in un confronto con delle realtà ragionevolmente comparabili (città svizzere simili)”. Propongono anche un’interpellanza relativa ai “rapporti contrattuali dei dipendenti comunali: tramite un’interpellanza chiediamo al Municipio un aggiornamento sulle attuali condizioni salariali e di impiego, sollecitando l’inclusione nella bozza del futuro Regolamento organico dei dipendenti di determinate garanzie sociali, segnatamente sul salario minimo, congedi e gratifiche, lavoro flessibile e precariato, ecc”.

Si discute animatamente anche per No Billag. GAS social ha attaccato Alain Bühler perché la madre lavora alla RSI (quella che lui vorrebbe distruggere, secondo i giornalisti che scrivono) e perché ha usufruito con la moglie di un biglietto per uno showcase vinto con la RSI stessa, lui ha replicato accusando “i giornalisti della RSI di collaborare col GAS per attaccarmi, una bassezza incredibile”.

Il sito GAS social ha risposto: “Prendiamo nota che una certa paranoia da complotto si stia diffondendo fra gli esponenti dell’UDC. Ci chiediamo prima di tutto in cosa Alain Bühler si senta toccato nella sua vita privata e dove starebbe l’improbabile complotto dei dipendenti RSI dato che il posto di lavoro di sua madre, anch’essa dipendente RSI che salutiamo cordialmente, non è segreto; che poi lui possa vergognarsene, vista la sua avversione al servizio pubblico, è cosa a cui purtroppo non possiamo rimediare. Facciamo inoltre notare che le continue lamentele di Bühler circa il coinvolgimento dei familiari (ora la madre, altre volte la moglie) nella querelle politica trovano scarso fondamento, dal momento in cui la stessa moglie è coinvolta in campagne politiche al suo fianco. Bühler è l’ultimo a poter accusare altri di terrorismo mediatico, facendo egli stesso parte di quel partito che non ha esitato a paragonare gli stranieri a dei ratti suscitando regolarmente ondate di terrore e xenofobia con manifesti di infimo gusto”, e poi lo invitano, assieme al collega di partito Galeazzi, a non parlare di complotti fra dipendenti pubblici.

Il Comitato della Federazione Associazioni Femminili Ticino Plus (FAFTPlus) si è lamentato perché nessuna donna è stata cooptata per quanto concerne il Consiglio Direttivo dell’Ente Autonomo del LAC, e ancor di più perché nessuno, fra i politici e i media, abbia sollevato il tema.

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