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Il tema della parità tra gli operatori economici svizzeri e quelli dell’enclave è stato sottoposto all’attenzione del Consiglio federale dalla deputazione ticinese in Consiglio nazionale.

Marco Chiesa chiede al Consiglio federale come intende agire qualora l’Italia non dovesse introdurre la tassa locale equivalente, il 1. gennaio prossimo è infatti prevista l’entrata di Campione d’Italia nello spazio doganale dell’Unione europea nell’ambito dell’applicazione territoriale delle nuove disposizioni scaturite dalla modifica della direttiva 2008/118/CE (direttiva 2018/0124). 

Con questa modifica è prevista l’applicazione dei diritti doganali e delle accise attualmente vigenti in Italia e nell’UE, oltre all’introduzione da parte dell’Italia di una tassa locale equivalente all’IVA svizzera.

Alla luce di quanto esposto Marco Chiesa chiede al Consiglio federale: 

  • Come intende procedere il Consiglio federale per stabilire un’intesa formale con il Governo italiano che garantisca sul piano bilaterale a lungo termine le condizioni di parità tra gli operatori economici stabiliti in Svizzera e nel Comune di Campione d’Italia
  • Nel caso tale intesa non si realizzasse in tempo utile, come intende procedere il Consiglio federale qualora l’Italia non introducesse una tassa equivalente a quella svizzera che andrebbe prelevata su beni e servizi destinati a Campione d’Italia a partire dall’entrata dell’enclave nello spazio doganale dell’UE?