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“Cantone, cosa vuoi fare con l’aeroporto?”. A Locarno e Losone si parla di… licenziamenti

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Alla Darwin è stata concessa la moratoria concordataria. L’OCST se ne rallegra, chiedendo ora un incontro con chi si occupa del caso e la direzione, per salvaguardare i lavoratori.

Marcello Censi del PLR in una interrogazione ha rimarcato i problemi dello scalo, parlando anche di sfortunate coincidenze ma accusando la LASA di aver perso la bussola e soprattutto il Cantone di essere silente: chiede poi se esso intende ritirarsi dagli azionisti.

Nel Locarnese si parla di licenziamenti. In merito ai quattro preannunciati a Locarno per altrettanti dipendenti comunali inadempienti e con troppe ore di assenza sulle spalle, alcuni consiglieri comunali socialisti hanno domandato se non sarebbe stato meglio proteggere la privacy dei lavoratori, e ritengono che la vicenda ha avuto un’amplificazione mediatica eccessiva.

A Losone invece diversi partiti (Lega, PPD, PDS) si erano mossi per quattro madri di famiglia, residenti nel Comune, che sarebbero state prossime al licenziamento per la volontà di esternalizzare il servizio di pulizia alle scuole. Il Comune, dopo giorni di polemiche, ha precisato che ciò avverrà, visti i risparmi in altri settori, ma verrà scelta una ditta locale e le lavoratrici verranno riassunte alle stesse condizioni.

Renato Scheurer, il funzionario cantonale direttore dell’USSI, da oggi è in prepensionamento, come da lui richiesto. La decisione deve essere arrivata all’improvviso, se è vero che il Cantone ha scelto una conduzione ad interim (con Cristina Oberholzer Casartelli, attualmente impiegata presso la direzione della Divisione dell’azione sociale e delle famiglie, e già attiva da alcuni mesi quale responsabile operativa del progetto di riorganizzazione dell’USSI stesso) in attesa di pubblicare il concorso.

Si riorganizza anche l’Ufficio della migrazione, coinvolto qualche mese fa dallo scandalo permessi da cui è uscito con pochi danni sostanziali. Il processo di cambiamento era già previsto, e passa ora alla seconda fase. I permessi potranno essere richiesti online, e tutto è pensato per far risparmiare tempo nella procedura, tempo che gli impiegati tra l’altro potranno utilizzare per maggiori controlli.

La rimozione di quasi 400 uffici postali entro il 2020 deve imperativamente tenere conto delle esigenze delle regioni e della popolazione senza anteporre unicamente considerazioni finanziarie. Il servizio pubblico deve essere adattato e se del caso, anche rafforzato: lo ha deciso il Consiglio degli Stati, dopo il Nazionale, e esulta la pipidina Nadia Ghisolfi.

Il PS gioisce per l’introduzione dell’ora di storia delle religioni. “Di fronte alle problematiche della società odierna legate ai concetti di “integrazione” da un lato, “radicalizzazione”  ed “estremismo religioso” dall’altro – delle vere e proprie sfide del nostro tempo – non si può che essere soddisfatti rispetto alla notizia dell’introduzione della materia “Storia delle religioni” nella scuola pubblica:  un insegnamento della storia delle religioni con un approccio neutrale invece di un insegnamento della religione di tipo confessionale; un momento formativo privilegiato per poter cercare di capire la realtà che ci circonda”. Si augura peraltro che col tempo ci sia una riflessione anche per le altre classi scolastiche, non solo per le quarte medie.

Il PC dal canto suo continua a preoccuparsi della scuola: dopo il tema degli abusi, tocca quello dell’edilizia scolastica.

Giorgio Fonio, nonostante la sua iniziativa per il blocco dei permessi in caso di irregolarità contrattuali, non si raccapriccia del comportamento del PLR.  “A distanza di alcune ore dal voto commissionale fatico ancora a comprendere la posizione dei deputati PLR che, con convinzione, hanno bocciato la nostra proposta proponendone una che definirla annacquata è ancora un complimento. Il nostro Cantone non è solo grandi imprese o globalisti come sembra invece ritenere il PLR ma è anche migliaia di ticinesi che faticosamente tentano invano di sbarcare il lunario. È a loro che noi vogliamo dare una risposta ed è a loro che il partito di maggioranza relativa in Gran Consiglio, che tra l’altro ha la responsabilità politica dei disoccupati, dovrebbe pensare. Vedremo se durante la prossima tornata parlamentare il partito che con orgoglio mostra sui propri vestiti scintillanti la spilla del Ticino saprà rispondere alle esigenze dei ticinesi con altrettanta fierezza. Non basta una spilla per difendere i ticinesi…”.

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