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Caprara e Dadò, botta e risposta!

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Ieri sera è stata giornata di Comitati Cantonali, sia per i liberali che per i pipidini. Se entrambi i partiti hanno discusso delle votazioni imminenti, si è parlato anche di elezioni e sono volate frecciate reciproche.

Il PPD ha deciso di votare sì a La Scuola che verrà, e in tema di lista, ha spostato tutto a metà ottobre. “La Commissione cerca incontrerà i potenziali candidati al Consiglio di Stato fino a metà settembre. I nomi definitivi saranno invece sottoposti al Comitato cantonale tra la metà e la fine di ottobre”, ha detto il presidente Fiorenzo Dadò, che non ha sciolto le riserve su una sua possibile candidatura e nemmeno sulle ipotetiche primarie: ha spiegato che deciderà la Direttiva se proporle al Comitato. Poi Beltraminelli ha attaccato Vitta,  “la prossima riforma fiscale non potrà dimenticare i Comuni e rispettivamente i bisogni sociali. Dovranno beneficiarne ceto medio e Comuni”.

Serata calda in casa PLR, dove si è detto sì ancora a La Scuola che verrà e no all’autodeterminazione, tema per cui era presenta Marco Chiesa (e sulla sua bacheca sono comparsi post che parlavano di un trattamento poco gentile). Caprara ha attaccato Fiorenzo Dadò, “il conductor pipidino per far dimenticare le sue magagne personali, malgrado le esaustive e chiare risposte del Consiglio di Stato, si ostina a promuovere la mala fede altrui in procedure, e mi riferisco alla nota proposta di acquisto ormai defunta dello stabile Evita, che sono perfettamente legittime, gestite in modo trasparente e nell’interesse dello stesso ente pubblico che non riesce a realizzare in proprio tutti gli stabili di cui ha bisogno.” Frecciate anche per la Lega, “i liberaliradicali sono caratterizzati dalla voglia di guardare avanti e di raccogliere le sfide del futuro con rinnovato entusiasmo, con ottimismo e fiducia. Atteggiamento agli antipodi rispetto al bieco conservatorismo che blocca sinistra e destra, inclini a riempirsi la bocca di slogan e di soluzioni apparentemente magiche, che soddisfano i narcisismi di taluni sedicenti guida-popoli, ma che non portano da nessuna parte, ingannando e illudendo il cittadino. Il partito di maggioranza relativa ha in passato lanciato tanti slogan che promettevano la risoluzione di tutto, invece…”

Si punterà a una lista forte per il Governo, con la presenza di Alex Farinelli; Alessandra Gianella ha detto no, non hanno sciolto le riserve Karin Valenzano Rossi e Sebastiano Gaffuri.

Oggi, Dadò ha reagito. “Come testimoniano le prese di posizione di diversi liberali radicali, che si sono sentiti in dovere di scusarsi personalmente con il Consigliere Nazionale Marco Chiesa per il trattamento incivile e vergognoso ricevuto durante il dibattito sulla libera circolazione, ieri sera a Biasca qualcuno ha perso l’orientamento e ha sfoggiato tutta la sua supponenza e arroganza nei confronti degli aderenti al PPD e alla Lega. Non paghi di essersi fatti beccare con le mani nella marmellata nell’affaire eVita (Città dei mestieri), ora addirittura si è passati alle minacce. Capiamo che il palazzo eVita, se fosse passato inosservato, avrebbe fruttato a qualcuno 12,6 milioni di franchi ma i ricatti e le minacce non attecchiscono, pertanto le rimandiamo al mittente perché non fanno parte della nostra cultura ticinese. Invece di esasperare i rapporti, minacciare e trattar male gli ospiti che gentilmente si mettono a disposizione per il suo comitato, sarebbe molto più utile per tutti se Bixio Caprara proponesse una volta tanto qualcosa di positivo per i Ticinesi e il loro futuro. Un messaggio per i liberali radicali ticinesi: noi continueremo a collaborare attivamente con la stragrande maggioranza degli aderenti a questo importate e glorioso Partito, con coloro che si impegnano senza interessi e sono brave e oneste persone che vogliono bene al nostro Paese”.

Paolo Pamini, Cleto Ferrari, Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Sergio Morisoli (LaDestra), Boris Bignasca, Maruska Ortelli, Gabriele Pinoja e Massimiliano Robbiani (Lega) in un’interpellanza al Consiglio di Stato hanno accusato Bertoli di plagio per la riforma de La Scuola che verrà. Non posso che deplorare il tentativo di discredito messo in atto dai contrari al credito sulla sperimentazione del progetto La scuola che verrà, fondato sulla ricerca di alcune banali analogie terminologiche tra frammenti di diversi testi prodotti dal mio Dipartimento (un rapporto, un progetto di messaggio, il testo del piano di studio) e altri frammenti sparsi di un autore francese, peraltro relativi a concetti di largo uso nelle scienze dell’educazione. Le accuse sono del tutto infondate, come potrà attestare qualsiasi giudizio indipendente”, così si è difeso Bertoli, accusato di non aver citato le fonti ispiratrici del discusso testo che si andrà a votare il 23 settembre.

Intanto il PPD ha chiesto, con un’iniziativa di Fiorenzo Dadò, Maurizio Agustoni,  Giorgio Fonio e Marco Passalia, che i salari minimi siano applicati anche ai lavoratori distaccati. “L’esclusione dei lavoratori distaccati dall’ambito di applicazione del salario minimo cantonale rischia, almeno in Ticino, di vanificarne lo scopo stesso, ovvero consentire a tutti i lavoratori di avere un tenore di vita dignitoso. Inoltre, tale esclusione è un incentivo economico a far capo a lavoratori distaccati a discapito dei lavoratori residenti, ciò che costituisce un impoverimento del mercato del lavoro ticinese. In Ticino, peraltro, il fenomeno dei lavoratori distaccati è particolarmente sviluppato, basti pensare che ogni anno vengono impiegati lavoratori distaccati per l’equivalente di 6’000 lavoratori a tempo pieno”.

Si continua intanto a battagliare sull’aeroporto. Ieri l’UDC ha espresso tutto il suo scetticismo su quanto si sta facendo, decidendo di non approvare più nessun finanziamento. Andrea Censi della Lega non ha gradito, accusando Tiziano Galeazzi, spesso critico verso lo scalo, di essere “capitan Schettino”, mentre la liberale Karin Valenzano Rossi ha specificato che sfortuna o fato non c’entrano nulla. “Mi viene spontanea una proposta: perché non provare a lasciare lavorare il CdA di LASA per qualche mese senza accanimento mediatico?”

Francesca Luisoni, Davide Rossi, Alessandro Polo, Flavio Foletti e Evelyne Battaglia Richi, pipidini di Mendrisio, ritengono che ci sia stata una fuga di notizie in merito a un incontro fra il Municipio di Mendrisio e Consigliere di Stato Claudio Zali in merito al Piano di utilizzazione cantonale (PUC) di Valera e chiedono spiegazioni all’Esecutivo Comunale.

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