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Caprara non dà peso alle dichiarazioni di De Quattro, i Comunisti ritengono il Venezuela uno spartiacque per il futuro del socialismo

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Ad animare il weekend pre ferragostano ci ha pensato Jacqueline De Quattro, la Consigliera di Stato del Canton Vaud che era fra i papabili candidati per la successione di Didier Burkhalter. Ha rinunciato in favore dell’altra vodese, Isabelle Moret, ma ha dichiarato che, nel caso in cui il Ticino avesse candidato Laura Sadis, avrebbe fatto un passo indietro, come la stessa Moret e Maudet.

Il presidente del PLR ticinese Bixio Caprara ha definito “ineleganti e ridicole” le sue parole, affermando che, quando il partito nazionale parlava di candidatura latina, includeva anche le sezioni romande. Esse però avrebbero potuto, volendo, lasciare via libera al Ticino scegliendo di non presentare nessuno, cosa che non hanno fatto, “e dirlo ora a posteriori ha poco senso”. Pur affermando che è fantapolitica, ha confermato che, senza candidature romande, avrebbero portato tre nomi (quelli, appunto, di Cassis, di Sadis e di Vitta), e ha ribadito le qualità del Consigliere Nazionale, su tutti rispetto per la concordanza e capacità di difendere posizioni anche scomode.

Le donne liberali comunque paiono intenzionate, e non è una gran sorpresa, a votare per Moret, e a favore della vodese si è espresso anche il presidente del PBD Landolt, che si chiede perché il Ticino non abbia presentato più nomi (ma Cparara ha sottolineato che la stessa strategia è stata messa in atto da Vaud e Ginevra).

A livello locale luganese, due consiglieri comunali pipidini, Sara Beretta Piccoli e Giovanni Albertini, hanno interrogato il Municipio in merito a un possibile cyber attacco agli acquedotti. Diversi settori sono stati infatti attaccati, nel mondo, e vista l’importanza della risorsa acqua, domandano che cosa accadrebbe in caso di attacco, se esistono squadre specializzate per sistemare un’eventuale panne e se ci sono dei controlli su chi entra negli acquedotti stessi.

Sempre a proposito di Luganese, i Giovani Liberali Radicali e Generazione Giovani hanno fatto sapere che, a una settimana dal suo lancio, il sondaggio riguardante i mezzi pubblici sta ottenendo un ottimo numero di risposte.

Il Partito Comunista dal canto suo guarda ancora al Venezuela, convinto che sia “lo spartiacque anche fra chi crede nel socialismo come semplice idea, e chi invece sul socialismo ragiona in termini materialistici di rapporti di forza e di concreta costruzione dello stesso, pur con la dovuta gradualità e consci delle contraddizioni e dei compromessi necessari. È lo spartiacque fra chi riconosce la democrazia liberale come unica forma di governa legittima, e chi riconosce invece il fatto che una democrazia socialista si realizza soprattutto nella rappresentanza di classe fra tutte i settori sociali di una nazione”, come scrive Massimiliano Ay. Per questo, Francesco Vitali e Stefano Araujo si sono recati ancora a Berna a incontrare l’ambasciatore venezuelano César Mendez, il responsabile esteri del Partito Comunista de Venezuela (PCV) Carolus Wimmer e l’ex-ambasciatore svizzero a Caracas Walter Suter (nella foto),

Chi si attendeva commenti di esponenti politici a quanto avvenuto negli Stati Uniti, è rimasto deluso. Complice la giornata in cui molti, probabilmente, si dedicano a spiagge e relax, i profili tacciono sul tema.

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