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Cento milioni di franchi supplementari per l’aiuto umanitario per il 2020. È quanto auspica il Consiglio nazionale, che ha accolto oggi – con 114 contro 72 e 4 astenuti – una mozione della sua Commissione della politica estera (CPE-N) in relazione alla crisi globale scatenata dalla pandemia di coronavirus.

Secondo la CPE-N, a causa della pandemia la situazione sul fronte umanitario si è fatta più tesa e più precaria la situazione nei campi profughi.

L’aiuto umanitario diventerà sempre più importante a causa delle ripercussioni dell’epidemia di Covid-19. Occorre quindi aumentare le sue risorse. Il supplemento risponde agli appelli delle organizzazioni internazionali, quali l’ONU, il CICR o la Federazione internazionale delle Società della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ha dichiarato Laurent Wehrli (PLR/VD) a nome della commissione.

Il Consiglio federale ha già risposto all’appello della commissione. La settimana scorsa, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) Ignazio Cassis ha annunciato di voler stanziare complessivi 400 milioni di franchi per mitigare le conseguenze della pandemia nei Paesi in via di sviluppo, o coinvolti in conflitti e catastrofi. In queste zone la situazione, già precaria, è destinata ad aggravarsi. “Il virus non conosce frontiere”, ha ripetuto oggi, aggiungendo che la Svizzera deve mostrarsi solidale con i Paesi più poveri.

Il Governo ha previsto una somma di 400 milioni di franchi così ripartiti: un prestito senza interessi di 200 milioni da destinare al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) e rimborsabile entro sette anni. Altri 25 milioni di franchi saranno versati per un fondo che mira al contenimento degli effetti delle catastrofi (Catastrophe Containment and Relief Trust) creato dal Fondo monetario internazionale (FMI).

In una seconda fase, presumibilmente in maggio, l’esecutivo chiederà lo stanziamento di ulteriori contributi per un importo massimo di 175 milioni di franchi destinati a diverse organizzazioni attive sul piano globale.

COMPENSAZIONE

Alle domande di diversi deputati di fornire qualche precisazione supplementare, Ignazio Cassis ha risposto che uno sforzo particolare sarà richiesto ai dipartimenti. “Almeno la metà di questi 175 milioni destinati alla cooperazione internazionale saranno compensati all’interno”, ha assicurato.

Il ticinese ha peraltro ricordato che il Parlamento avrà tutto il tempo per esprimere il suo parere in giugno sugli altri due crediti sollecitati per le organizzazioni internazionali.

L’udc si è opposta invano alla mozione. “Le PMI, oggi alle prese con problemi esistenziali, non comprenderebbero come mai ulteriori soldi siano destinati all’estero”, ha dichiarato Franz Grüter (UDC/LU). Il democentrista lucernese ha tentato inutilmente di convincere il plenum che l’aiuto umanitario venga attinto dai fondi del budget ordinario della Confederazione.