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Le due camere non sono ancora riuscite a mettersi d’accordo sugli aiuti al turismo e a quelli per pagare le pigioni commerciali. Si tratta degli ultimi punti ancora in sospeso del pacchetto da 57 miliardi.

Stamattina gli Stati hanno ribadito la loro richiesta di stanziare 67 milioni. Il settore turistico otterrebbe 40 milioni per finanziare una campagna di marketing per il periodo 2020-2022.

Ulteriori 27 milioni sono destinati a compensare con un versamento unico a fondo perso i contributi annui che i diversi fornitori di servizi di Svizzera Turismo (partner regionali, alberghi, impianti di risalita, ecc.) non sono in grado di corrispondere a causa delle attuali difficoltà del settore.

Il Nazionale ha sempre contestato quest’ultimo versamento sostenendo che tra i beneficiari indiretti ci sono anche grandi banche o multinazionali, che non hanno affatto problemi finanziari. Svizzera Turismo non ha bisogno a corto termine di questi fondi, ha spiegato la relatrice commissionale Céline Widmer (PS/ZH) nel giustificare il veto a questi 27 milioni.

Un’altra divergenza che opponeva le due camere era l’aiuto pensato per coprire gli affitti commerciali. Il Nazionale non ha previsto uscite per questa voce, gli Stati chiedono 20 milioni (dopo averne auspicati 50 in un primo momento).

Il dossier torna agli Stati, che se ne occuperà ancora oggi pomeriggio.