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È in corso al Consiglio nazionale il dibattito sui vari crediti proposti dal Consiglio federale per sostenere l’economia duramente toccata dalla crisi del coronavirus. La camera dovrà occuparsi per spese complessive superiori a 55 miliardi di franchi.

Mai prima d’ora il Parlamento si è pronunciato su crediti di tale ampiezza, ha sottolineato la relatrice commissionale Céline Widmer (SP/ZH). Non c’è mai stato un programma come questo, ha aggiunto il ministro delle Finanze Ueli Maurer.

Questo sarà tuttavia verosimilmente solo un primo passo, ha aggiunto il consigliere federale sostenendo che saranno probabilmente necessarie ulteriori misure. L’assicurazione contro la disoccupazione potrebbe infatti richiedere fino a 18 milioni di franchi in più: il deficit potrebbe raggiungere 30-50 miliardi di franchi.

Franz Grüter (UDC/LU) ha parlato di “dimensioni storiche”. Se è stato possibile evitare gli scenari peggiori, la Svizzera ne subirà a lungo le conseguenze economiche. In questa situazione particolare, una politica finanziaria prudente rimane importante. Per questo motivo l’UDC ha chiesto di moderare gli aiuti nel settore culturale e rifiutare il sostegno agli asili nido.

“Il motore economico della Svizzera deve ora ripartire”, ha sostenuto da parte sua il portavoce del PLR Jacques Bourgeois (PLR/FR). Per il friburghese, malgrado i notevoli disavanzi che contraddistingueranno le finanze federali, il freno all’indebitamento non deve in alcun caso essere messo in discussione.

Il gruppo del Centro sostiene sostanzialmente le proposte del Consiglio federale, ma ritiene che i fondi pubblici non dovrebbero essere usati per mantenere in vita strutture obsolete, ha detto Heinz Siegenthaler (BDP/BE). Il centro chiede inoltre di subordinare il versamento degli aiuti all’interdizione di distribuire dividendi.

Il Ps ha sottolineato da parte l’importanza della responsabilità per le imprese: “Non dobbiamo, da un lato, iniettare miliardi nell’economia e, dall’altro, dimenticarci chi fa e rischia di più in questa crisi”, ha affermato Ursula Schneider Schüttel (FR).

La friburghese ha inoltre messo in guardia dal reagire agli elevati costi con pacchetti di risparmio. Secondo Gerhard Andrey (Verdi/FR) si potrebbe ricorrere alle riserve della Banca nazionale svizzera. Dal suo punto di vista occorre rendere l’economia più sostenibile e più resistente per essere pronti alla prossima crisi. L’ecologista ha anche invitato il plenum a non dimenticare l’altra crisi, quella ambientale.

IPG: 5,3 MILIARDI

Il Parlamento ha poi iniziato a discutere singolarmente le varie proposte di sostegno all’economia. Il maggiore impegno finanziario finora approvato – 5,3 miliardi – sono destinati a indennizzare, tramite le Indennità per perdita di guadagno (IPG), quei genitori rimasti a casa per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole e per gli indipendenti la cui attività è stata chiusa dall’esecutivo. Riceveranno l’80% del salario, ma al massimo 196 franchi al giorno.

Potranno beneficiare delle IPG anche gli indipendenti che non sono interessati dal divieto di esercitare un’attività lavorativa se il loro reddito non supera i 90’000 franchi e la loro azienda subisce le conseguenze del coronavirus.

CULTURA: 280 MILIONI

I deputati hanno poi liberato 100 milioni di franchi come aiuto d’emergenza per le imprese culturali senza scopo di lucro e 25 milioni di franchi per gli operatori culturali. Alle aziende saranno concessi prestiti rimborsabili, qualora non dovessero ottenerli da una banca. Per gli operatori culturali, oltre all’indennità per lavoratori indipendenti, sono previsti aiuti finanziari d’emergenza per coprire le spese di mantenimento immediate.

Ulteriori 145 milioni di franchi sono destinati al risarcimento delle perdite, per esempio in caso di cancellazione di eventi. Il risarcimento copre al massimo l’80% della perdita finanziaria. La Confederazione sostiene la metà dei costi coperti dai Cantoni.

Altri 10 milioni sono destinati alle associazioni musicali e teatrali. Essi riceveranno un contributo finanziario per coprire i danni causati dalla cancellazione o dal rinvio di eventi.

L’udc, per bocca di Pirmin Schwander (UDC/SZ), ha chiesto di ridurre fortemente all’aiuto per il settore culturale. I mezzi messi a disposizione per i lavoratori indipendenti e le PMI dovrebbero bastare per aiutare il settore, ha spiegato lo svittese. Per il democentrista non serve un aiuto ad-hoc.

Damien Cottier (PLR/NE) ha replicato ricordando che il settore culturale è stato uno dei primi ad essere colpito, con la proibizione delle grande manifestazioni decretato a inizio marzo. Le proposte del Consiglio federale, inoltre, tengono conto delle particolarità del settore e, ha fatto notare il neocastellano, sono sussidiarie agli aiuti cantonali. Al voto il plenum l’ha seguito bocciando tutti i tagli proposti dall’UDC.

ASILI NIDO: 100 MILIONI

Contro il parere del Consiglio federale e dell’UDC, che ritengono il settore di esclusiva competenza cantonale, il Nazionale ha poi anche deciso, con 130 voti contro 60 e 6 astenuti, di sostenere con 100 milioni di franchi gli asili nido e altre strutture.

Questi fondi serviranno a compensare i contribuiti dei genitori che sono venuti meno. Il sostegno è necessario per evitare l’annientamento di anni di sforzi volti a promuovere l’accoglienza extrafamigliare dei bambini, ha precisato Christian Dandrès (PS/GE). “I cantoni dispongono dei mezzi finanziari per aiutare il settore, bisogna rispettare la ripartizione dei compiti”, ha replicato, invano, il consigliere federale Maurer.

SESSIONE STRAORDINARIA: 4,1 MILIONI

Per coprire le spese per la sessione straordinaria in corso a Berexpo, il Nazionale ha approvato un credito di 4,1 milioni. Lo sforzo logistico è notevole. Per i lavori parlamentari non serve solo il mobilio corretto, ma anche impianti per la diretta video e il voto elettronico, oltre che sale per le riunioni dei gruppi, luoghi per interviste e un adeguato sistema di sicurezza.

La proposta dell’UDC di ridurre di mezzo milione tali costi è stata bocciata. con 137 voti contro 56. Da notare che anche la sessione parlamentare di giugno si svolgerà negli spazi di Bernexpo.

Le discussioni proseguono.