SPONSOR UFFICIALE ANNO 2020 E ANNO 2021

La legge federale sulla navigazione aerea va modifica affinché il settore, in grosse difficoltà a causa del coronavirus, possa ricevere un sostegno finanziario da parte della Confederazione. Ad essere interessate sono in particolare le aziende che offrono servizi a terra.

Il testo così rivisto, approvato oggi dal Consiglio nazionale per 133 voti a 60, è valido fino al 31 dicembre 2025. Il dossier ritorna agli Stati per due divergenze.

Considerati i rapporti di forza, il testo dovrebbe essere accolto dalla Camera dei cantoni senza problemi. Affinché la revisione possa entrare in vigore immediatamente, i due rami del Parlamento dovranno approvare anche la clausola d’urgenza. Contro la legge sarà possibile lanciare un referendum, ma solo dall’inizio di giugno.

Il Consiglio federale ha richiesto al parlamento crediti d’impegno per un totale di 1,875 miliardi: 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie aeree svizzere e 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

Come ieri gli Stati, oggi la Camera del popolo ha respinto tutte le proposte di minoranza del campo rosso-verde che chiedevano il rispetto di determinati obblighi ambientali e sociali per quelle imprese che potrebbero ricevere un sostegno finanziario.

Secondo diversi esponenti del PS e dei Verdi, la crisi attuale rappresenta per il settore aviatorio l’occasione per un nuovo inizio allo scopo di far fronte a un’altra crisi incombente, quella del clima. Il settore ha finora fatto troppo poco per ridurre le proprie emissioni. Oltre a ciò, non è accettabile che le aziende sostenute procedano a licenziamenti selvaggi.

Tuttavia, la maggioranza del plenum (PPD, PBD, PLR, UDC e Verdi liberali) ha preferito seguire l’invito della ministra dei trasporti Simonetta Sommaruga, e respinto tutte le minoranza, compresa una proposta di non entrata nel merito. Per la maggioranza, le richieste del campo rosso-verde, specie in materia ambientale, andrebbero discusse nell’ambito della Legge sul CO2, dossier tra l’altro in agenda per giugno e che prevede, per di più, una tassa sui biglietti aerei per ridurre le emissioni di gas serra.

Il divieto, per esempio, dei voli interni tra due scali nazionali andrebbe sottoposto a una procedura di consultazione che coinvolga tutte le parti interessate, hanno sostenuto in aula vari oratori. Insomma, simili proposte avrebbero conseguenze importanti che necessiterebbero di essere approfondite maggiormente, ha dichiarato Sommaruga in aula.

Per la maggioranza, spalleggiata dalla presidente della Confederazione, è indispensabile agire con tempestività per salvaguardare un settore vitale per l’economia nazionale da cui dipendono centinaia di migliaia di posti di lavoro. Poiché il plenum agisce in modalità urgente, la revisione legislativa va limitata allo stretto necessario. Sommaruga ha poi rammentato che il sostegno concesso è legato a determinate condizioni, anche di carattere sociale. Insomma, la Confederazione non allenterà i cordoni della borsa incondizionatamente.

La maggioranza del plenum si è detta soddisfatta che il Consiglio federale si adopererà affinché gli aiuti promessi restino in Svizzera. I mezzi garantiti dalla Confederazione devono fluire solo verso infrastrutture elvetiche (quindi che non vengano dirottati verso le società madri all’estero, come Lufthansa nel caso di Swiss o Edelweiss) e che i fondi generati in futuro vengano utilizzati principalmente per rimborsare gli aiuti ricevuti per far fronte a problemi di liquidità. Tuttavia, il plenum ha accolto due proposte di minoranza volte ad inasprire determinate condizioni in quest’ambito, ciò che spiega il rinvio del dossier agli Stati.