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Il servizio di appoggio dell’esercito alle autorità civili per contrastare l’epidemia di coronavirus può continuare fino al 30 di giugno. Dopo gli Stati ieri, il Consiglio nazionale ha accolto oggi (155 voti a favore a 8 e 31 astenuti) una richiesta in tal senso del Consiglio federale.

Dal mese di marzo, l’esercito è stato attivato dal governo mediante il diritto d’urgenza per sostenere i Cantoni alle prese con la crisi pandemica. Si è trattato, come detto sovente in aula, della maggiore mobilitazione dalla Seconda guerra mondiale. Dato che l’impiego concerne più di 2000 militari e dura più di tre settimane, l’Assemblea federale deve approvarlo, anche retroattivamente, nella sessione successiva.

La misura prevedeva inizialmente un numero massimo di 800 militari che, in base all’evolversi della situazione è poi stato aumentato a 8000 con una decisione del 16 marzo 2020. Tale contingente può essere impiegato in appoggio alle autorità civili, e su loro richiesta, fino alla fine di giugno.

Tutte le proposte di minoranza sono state respinte, come quella che voleva limitare l’impiego dell’esercito fino all’8 maggio oppure inserire nel decreto il principio di sussidiarietà onde evitare che venissero mobilitati troppi soldati rispetto ai bisogni reali dei Cantoni. Molti militari sono stati sottoutilizzati, oppure hanno lamentato una preparazione insufficiente, è stato affermato in aula dal campo rosso-verde.

Per Ps e Verdi, la situazione sta tornando alla normalità ed è quindi giunto il momento di ridurre drasticamente l’impiego della truppa, tanto più che è sempre possibile far capo alla protezione civile, che non ha certo demeritato nell’affrontare la pandemia di coronavirus, o ai membri del servizio civile.

Nel suo intervento, la consigliera federale Viola Amherd ha spiegato la decisione di aumentare fino a 8000 militi adottata a metà marzo con il timore che la situazione, specie sul fronte degli ospedali, potesse peggiorare fino al tracollo delle strutture.

Da allora sono state inoltrate richieste di sostegno da tutti i Cantoni (circa 370 di cui 270 concluse e una settantina ancora in corso). Nel frattempo, i Cantoni hanno ampliato le rispettive capacità d’accoglienza per i pazienti acuti.

Amherd, rispondendo ad alcuni rilievi critici della sinistra, ha sottolineato che i militi, utilizzati soprattutto in appoggio al servizio sanitario dei Cantoni, dispongono tutti della preparazione necessaria e che l’esercito si è attivato poiché sollecitato dai Cantoni, e non viceversa. Ogni richiesta è stata studiata a fondo prima di essere approvata e alcune domande sono state respinte. Il principio di sussidiarietà è insomma già dato.

In ogni caso, ha aggiunto la ministra della difesa, non è stato necessario utilizzare tutti i militi mobilitati. Anzi, 1800 giovani sono già stati mandati a casa (saranno 2500 alla fine di questa settimana), anche se dovranno rimanere a disposizione in caso di necessità. Amherd si è detta anche contenta per la risposta data dai soldati: alla prima chiamata ha risposto l’80% e alla seconda ben il 90%.

Il plenum ha anche deciso, come richiesto dal governo, che i soldati riceveranno l’indennità completa per i giorni in servizio d’appoggio che superano la durata del servizio d’istruzione previsto per l’anno in corso. I giorni verranno computati fino a un massimo di due corsi di ripetizione (38 giorni).

Per quanto riguarda i costi, l’ammontare totale dipenderà dall’entità del servizio d’appoggio, ovvero soprattutto dal numero di militari chiamati in servizio e dalla durata del loro impiego. Al momento, secondo l’esecutivo, non può quindi essere calcolato in modo definitivo.

I costi verranno in linea di principio assorbiti nei limiti del budget stanziato per il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS). Se tuttavia ciò non fosse possibile, il DDPS chiederà un credito aggiuntivo. Le spese supplementari per le indennità di perdita di guadagno (IPG) saranno coperte dal pacchetto di misure del Dipartimento federale dell’interno (DFI).

I militari forniscono appoggio in primo luogo alla sanità pubblica civile. Disponendo di un’istruzione riconosciuta dalla Croce Rossa, i soldati sanitari e d’ospedale sgravano il personale sanitario ad esempio nell’ambito delle cure di base, del monitoraggio dei pazienti, dell’esecuzione di test diagnostici e del trasporto di pazienti. Il personale sanitario può così concentrarsi maggiormente sulle patologie gravi.

I militari di milizia aiutano inoltre la Farmacia dell’esercito nell’ambito degli acquisti di materiale medico e forniscono supporto al Laboratorio di Spiez (BE) al fine di aumentarne la capacità di eseguire test.

Anche le autorità di sicurezza, in particolare l’Amministrazione federale delle dogane, beneficiano dell’appoggio dell’esercito. Soldati professionisti della polizia militare nonché formazioni di milizia appropriate sostengono il Corpo delle guardie di confine nella sorveglianza dei valichi di confine e della “frontiera verde” nonché nello svolgimento di compiti di sicurezza nell’ambito della circolazione delle persone e della canalizzazione del traffico. La protezione delle ambasciate è stata inoltre assegnata ai militari per sgravare i corpi cantonali di polizia.