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Con l’approvazione di aiuti all’economia per complessivi 57 miliardi di franchi si è conclusa la sessione straordinaria delle Camere federali. Per rispettare le misure igieniche e, soprattutto, di distanziamento sociale, i deputati si sono riuniti per l’occasione negli ampi spazi di Bernexpo.

In questi tre giorni i parlamentari sono stati chiamati a ratificare, spesso a posteriori, i crediti approvati dal Consiglio federale per far fronte alla crisi. Da notare che è dal 1939, al momento dello scoppio della Seconda guerra mondiale e della votazione dei pieni poteri per il Governo da parte dell’Assemblea federale, che l’esecutivo non governava col diritto d’urgenza.

In totale, come detto, i crediti adottati dalle Camere hanno superato 57 miliardi. Mai il Parlamento nella sua storia si è pronunciato su una somma così elevata. Questi crediti rappresentano l’84% delle spese totali della Confederazione per il 2019.

Da sottolineare poi che i fondi adottati oggi potrebbero non essere gli ultimi: il ministro delle finanze Ueli Maurer ha già affermato che l’assicurazione contro la disoccupazione necessiterà verosimilmente quest’anno di altri 15 miliardi.

Tra i crediti adottati in questa sessione straordinaria, quello maggiore – 40 miliardi di franchi – è destinato alle fideiussioni per le imprese, soprattutto PMI, che potrebbero trovarsi in difficoltà per mancanza di liquidità. Altri 6 miliardi di franchi sono destinati a rimpinguare il Fondo per l’assicurazione disoccupazione. Lo scopo è finanziare le indennità per lavoro ridotto (disoccupazione parziale), uno strumento che consente alle imprese di evitare i licenziamenti.

Altri 5,3 miliardi di franchi sono stati adottati per indennizzare, tramite le Indennità per perdita di guadagno (IPG), quei genitori rimasti a casa per prendersi cura dei figli dopo la chiusura delle scuole e per gli indipendenti la cui attività è stata chiusa dall’esecutivo. Potranno beneficiare delle IPG anche taluni lavoratori indipendenti.

Per acquistare guanti protettivi, disinfettanti, kit per eseguire test sul coronavirus e medicinali il legislativo ha previsto di spendere 2,59 miliardi. Tale voci di spesa comprende anche l’acquisto di un vaccino contro il Covid-19 per complessivi 50 milioni di franchi, malgrado un vaccino non esista ancora.

Le due camere hanno anche adottato i 1,875 miliardi di franchi destinati a sostenere il settore dell’aviazione. Il pacchetto consiste in 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie Swiss e Edelweiss. Un secondo credito d’impegno di 600 milioni servirà per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

La sinistra avrebbe voluto subordinare gli aiuti al rispetto di determinate condizioni ambientali. Le Camere si sono limitate a introdurre requisiti non vincolanti. Gli aiuti dovranno però rimanere in Svizzera e non finire nelle case madri (leggi: Lufthansa) all’estero.

Contro il parere del Consiglio federale, le Camere hanno anche deciso di destinare 65 milioni di franchi agli asili nido e altre strutture. Altri 100 milioni sono stati liberati per lo sport, suddivisi a metà tra prestiti a condizioni agevolati e contributi a fondo perso. Da parte sua la cultura riceverà 280 milioni. Svizzera Turismo otterrà invece 40 milioni per finanziare una campagna di marketing per il periodo 2020-2022.

Il Parlamento ha anche approvato due mozioni che chiedono un aiuto urgente di circa 65 milioni di franchi per garantire la sopravvivenza di giornali, radio e tivù. Non è invece stata trovata una intesa volta a sgravare gli imprenditori dagli affitti commerciali che devono continuare a pagare malgrado la loro attività sia stata chiusa dal Consiglio federale. Una soluzione ai loro problemi potrebbe essere adottata in giugno, durante la sessione estiva.

Oggi il Consiglio nazionale ha anche lanciato un appello alla comunità internazionale e agli Stati coinvolti in un conflitto a deporre le armi e unire le forze per combattere la pandemia di coronavirus. Questa dichiarazione per un cessate il fuoco globale fa riferimento a quella del segretario generale delle Nazioni Unite del 23 marzo, che ha anche ricevuto il sostegno del Consiglio federale.