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Se il dossier supererà lo scoglio del voto finale – previsto oggi pomeriggio, ma che dovrebbe rappresentare solo una formalità – la base legale che consente alla Confederazione di venire in aiuto al settore dell’aviazione entrerà in vigore già domani. Le due Camere – all’unanimità agli Stati e con 130 voti a 50 al Nazionale – hanno infatti concesso la clausola d’urgenza alla riveduta legge sull’aviazione civile.

Il testo così rivisto, i cui contenuti sono stati definiti ieri dal Parlamento, è valido fino al 31 dicembre 2025. Contro la legge sarà possibile lanciare un referendum, ma solo dall’inizio di giugno.

La nuove legislazione permette alla Confederazione di erogare i crediti d’impegno per un totale di 1,875 miliardi contenuti nel pacchetto di aiuti all’economia: 1,275 miliardi per garantire prestiti alle compagnie aeree svizzere e 600 milioni per sostenere le aziende del settore aeronautico attive negli aeroporti nazionali.

Le imprese che chiederanno un sostegno finanziario non dovranno per forza rispettare determinati obblighi ambientali e sociali per quelle. Nel corso delle discussioni – lunedì e ieri – il Parlamento ha respinto tutte le proposte di minoranza in tal senso provenienti del campo rosso-verde.

Secondo diversi esponenti del PS e dei Verdi, la crisi attuale rappresenta per il settore aviatorio l’occasione per un nuovo inizio allo scopo di far fronte a un’altra crisi incombente, quella del clima. Il settore ha finora fatto troppo poco per ridurre le proprie emissioni. Oltre a ciò, non è accettabile che le aziende sostenute procedano a licenziamenti selvaggi.

Tuttavia, per la maggioranza del Parlamento (PPD, PBD, PLR, UDC e Verdi liberali) le richieste del campo rosso-verde, specie in materia ambientale, andrebbero discusse in un altro momento. Per esempio in giugno, quando è prevista l’esame della nuova Legge sul CO2, dossier che prevede, per di più, una tassa sui biglietti aerei per ridurre le emissioni di gas serra.

Il divieto dei voli interni tra due scali nazionali, chiesto dalla sinistra, andrebbe poi sottoposto a una procedura di consultazione che coinvolga tutte le parti interessate. Insomma, simili proposte avrebbero conseguenze importanti che necessiterebbero di essere approfondite maggiormente.

Per la maggioranza, spalleggiata dalla presidente del Consiglio federale, qui si tratta di agire con tempestività per salvaguardare un settore vitale per l’economia nazionale da cui dipendono centinaia di migliaia di posti di lavoro. Poiché il plenum agisce in modalità urgente, la revisione legislativa va limitata allo stretto necessario. Durante le discussioni, la ministra dei trasporti ha ricordato come il sostegno concesso è legato a determinate condizioni, anche di carattere sociale. Insomma, la Confederazione non allenterà i cordoni della borsa incondizionatamente.

I mezzi garantiti dalla Confederazione, inoltre, fluiranno solo verso infrastrutture elvetiche (non verranno quindi dirottati verso le società madri all’estero, come Lufthansa nel caso di Swiss o Edelweiss) e i fondi generati in futuro dovranno venir utilizzati principalmente per rimborsare gli aiuti ricevuti per far fronte a problemi di liquidità. Per ottenere gli aiuti, inoltre, le compagnie aeree dovranno rimborsare alle agenzie di viaggio entro il 30 settembre gli anticipi versati da queste ultime per i voli non avvenuti.