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Un minorenne sopra i sedici anni non dovrebbe più avere bisogno del consenso dei suoi rappresentanti legali per cambiare sesso. Il Consiglio degli Stati ha modificato oggi in tal senso, con 27 voti a 16, una disposizione inserita in un progetto volto a semplificare la prassi burocratica per compiere questo passo.

La revisione del Codice penale prevede che la pratica possa essere effettuata con un semplice annuncio all’anagrafe. Il Nazionale aveva deciso, durante la sessione autunnale, che i minorenni e le persone sotto tutela potevano avviare il processo senza il consenso del loro rappresentante legale. Oggi gli Stati hanno voluto essere più restrittivi, limitando questa possibilità ai giovani sopra i sedici anni.

È un’età in cui si può prendere una decisione così coraggiosa, ha sostenuto Andrea Caroni (PLR/AR), all’origine della proposta. Durante la procedura di consultazione, da più parti è stato proposto tale limite, ha aggiunto. È in effetti molto raro che ragazzi e ragazze più giovani vogliano compiere questo passo.

Gli adolescenti sono considerati capaci di discernimento a partire dai dodici anni, hanno replicato diversi oratori, preferendo la versione del Nazionale. È possibile fare un’operazione di cambio di sesso prima di aver compiuto 16 anni, ma non far modificare i propri documenti, ha rilevato Lisa Mazzone (Verdi/GE). Un giovane transgender in un caso del genere rischia pertanto di essere discriminato, soprattutto sul mercato del lavoro, quando deve cercare un apprendistato, ha aggiunto.

Come il Consiglio federale, una minoranza borghese degli Stati avrebbe voluto mantenere la situazione vigente, che prevede il consenso dei genitori fino al raggiungimento della maggiore età. Hans Wicki (PLR/NW) ha sostenuto che i genitori sono i migliori interlocutori per i bambini, mentre secondo Jakob Stark (UDC/TG) lasciare che i bambini decidano da soli rasenta l’irresponsabilità.

La ministra di giustizia Karin Keller-Sutter ha da parte sua ricordato che il Consiglio nazionale ha accettato solo di stretta misura di rivedere l’attuale disposizione. La maggioranza ha per finire accettato la proposta di Caroni.

Il dossier torna alla Camera del Popolo.