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Un gesto di solidarietà nei confronti del Ticino da parte di uno Stato federale. Così ha definito oggi la consigliera agli Stati Marina Carobbio (PS/TI) durante la sessione straordinaria del parlamento, la decisione del Consiglio federale di concedere al Cantone a sud delle Alpi, maggiormente colpito del coronavirus, una finestra di crisi più ampia per far fronte all’epidemia.

Per la “senatrice” è importante che anche in momenti delicati, quando il governo decide facendo capo al diritto d’urgenza, lasciare la possibilità ai cantoni di adottare provvedimenti più restrittivi in materia di politica sanitaria se la situazione lo richiede.

Carobbio ha mostrato comprensione per le misure talvolta difficili e delicate che l’esecutivo ha preso per far fronte alla crisi, lodandolo anche per non essersi lasciato condizionare da alcuni ambienti che spingevano per un allentamento più rapido dei provvedimenti restrittivi. Perché, a suo avviso, la protezione della salute dev’essere prioritaria.

Giudicando positivamente le decisioni del governo per proteggere i salari e i posti di lavoro, estendendo per esempio il lavoro ridotto a categorie poco protette, come le agenzie interinali, Carobbio auspica che parlamento e Consiglio federale vogliano agire anche a livello di affitti e strutture per l’accoglienza dei bambini, come anche a protezione del potere d’acquisto delle famiglie alle prese con costi sanitari in crescita.

Per Marina Carobbio è urgente lanciare un programma contro la povertà che minaccia le economie domestiche più fragili, per dare maggiore concretezza a una parola tanto utilizzata in questo frangente, ossia “solidarietà”.