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Il diritto successorio sarà ammodernato in modo da tener meglio conto delle nuove situazioni familiari. Dopo aver già adottato gli aspetti principali della revisione, oggi il Consiglio degli Stati si occupato di alcune divergenze con il Nazionale, conservandone una.

Le attuali norme hanno più di 100 anni e non corrispondono più alle moderne relazioni e strutture familiari. Attualmente i figli, il coniuge o il partner registrato e in alcuni casi anche i genitori hanno diritto a una quota minima della successione. Al centro della revisione vi è la riduzione di queste porzioni legittime attribuite per legge ai discendenti, nonché la soppressione di quella dei genitori. In questo modo il testatore può disporre più liberamente del suo patrimonio, ad esempio beneficando in misura maggiore il partner di fatto o i suoi figli.

Altri cambiamenti sono imposti dalla pratica degli ultimi decenni. Se una persona muore durante una procedura di divorzio o di scioglimento dell’unione domestica registrata, in linea di massima il superstite non deve avere diritto alla porzione legittima. Il Consiglio nazionale ha specificato che in questi casi le quote obbligatorie si applicano come se il testatore non fosse sposato. Gli Stati hanno ora tacitamente seguito questa proposta.

L’ultima differenza riguarda la possibilità per i coniugi, prevista dal legge attuale, di stipulare un contratto in base al quale viene ceduto al partner, in caso di morte, più della metà di quanto legalmente stipulato. Il Consiglio nazionale vorrebbe lasciare le cose come stanno. Secondo gli Stati, che la pensa come il Governo, agendo in tal modo si può arrecare pregiudizio ai figli. Intendono pertanto chiarire la questione nella legge.

Il dossier torna al Nazionale.