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La decisione della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati (CIP-CS) di respingere l’iniziativa “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” e di sostenere il controprogetto del Consiglio federale è dettata, agli occhi dell’UDC, da una pura tattica elettorale. Gli altri partiti non hanno evidentemente il coraggio di sostenere i valori svizzeri che sono la libertà e la sicurezza.

L’iniziativa popolare “Sì al divieto di dissimulare il proprio viso” aumenta incontestabilmente la sicurezza pubblica. Essa blocca le bande di vandali e di teppisti che imperversano regolarmente nelle manifestazioni, sportive in particolare, ma anche nel contesto dei cortei del 1° maggio. Inoltre, il divieto del velo integrale protegge i diritti costituzionali delle donne. È un principio elementare di parità dei diritti quello di vegliare a che tanto le donne quanto gli uomini mostrino il loro volto in pubblico. La Svizzera deve difendere la tradizione della libertà. Donne e uomini liberi si guardano a viso scoperto. Nessuno deve essere costretto a nascondere il proprio volto. 

Il controprogetto del Consiglio federale non è assolutamente di alcuna utilità, perché limita il divieto di nascondere il proprio volto nei contatti con le autorità. Tenuto conto del rapporto di voti nella CIP-CE, molti membri della commissione ne sono senza dubbio consapevoli.

Ancora più riprovevole per l’UDC, è che queste persone non abbiano avuto il coraggio di mettere le carte in tavola e di impegnarsi per i valori svizzeri come la sicurezza e la parità di diritti fra donne e uomini.