di ForumAlternativo

Le donne, da decenni principali vittime della precarizzazione e della flessibilizzazione del mercato del lavoro, pagano ora un tributo enorme alla crisi economica dovuta al Covid 19, come testimoniato dai dati recentemente pubblicati dall’Ufficio federale di statistica. È tempo di agire. Il ForumAlternativo formula un accorato appello al Dipartimento delle finanze e dell’economia e al Governo affinché  promuovano uno studio serio e completo sulle gravi diseguaglianze di genere presenti nel nostro mercato del lavoro, di modo che Consiglio di Stato e Parlamento possano poi adottare quelle misure in grado di contrastare gli indegni abusi e le diseguaglianze che colpiscono le lavoratrici e tutte le donne.

La crisi legata al Covid, infatti, sta colpendo duro proprio le donne. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica in Ticino nel secondo trimestre  del 2020 vi erano 6’900 persone occupate in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La quasi totalità erano donne. Un dato che rattrista, che deve fare riflettere e che evidenzia un’impressionante e inaccettabile disparità di genere nel nostro Paese. Non solo le donne vengono retribuite molto meno rispetto ai loro colleghi uomini, ma purtroppo vengono anche relegate ai posti di lavoro più precari e flessibili, e oggi vengono de facto espulse dal nostro mercato del lavoro.

La grandissima mobilitazione andata in scena il 14 giugno del 2019, che aveva visto scendere nelle piazze del nostro Paese centinaia di migliaia di donne e di uomini solidali per denunciare le vergognose disparità di genere subite dalle donne, ha lasciato completamente insensibili  le classi dirigenti sia a livello politico che imprenditoriale. Negli scorsi mesi abbiamo infatti assistito alla revisione della Legge sulla parità che purtroppo ha portato a modifiche che possono essere considerate di semplice cosmesi e che non permetteranno di contrastare i gravi abusi subiti dalla salariate attive in Svizzera e in Ticino. Basti pensare che solo le aziende che impiegano oltre 100 dipendenti (quindi solo l’1% del totale delle aziende – sic!) saranno obbligate a condurre un’analisi salariale, e che in caso di abusi certificati le stesse non subiranno alcuna sanzione e non saranno obbligate a concretizzate misure che favoriscano la disparità salariale. Per non parlare del fatto che le modifiche legislative resteranno in vigore solo 12 anni. Un vero scandalo che evidenzia ancora una volta come la classe politica sia al servizio degli interessi del padronato.

E oggi, a dire il vero in maniera né inattesa né sorprendente, apprendiamo che ancora una volta sono le donne a pagare il prezzo più alto della crisi. Non è accettabile tergiversare oltre. Classe politica e padronato sono chiamati urgentemente all’azione.

Il ForumAlternativo lancia pertanto un appello affinché in Ticino il DFE promuova uno studio serio e completo sulle disparità di genere che nel 2020 (vale a dire oltre 30 anni dopo l’introduzione nella Costituzione federale del principio della parità salariale) imperversano nel mercato del lavoro. Uno studio che imponga al Governo e al Parlamento cantonale l’adozione di misure concrete per contrastare e debellare questa ignobile situazione, che non può avere diritto di cittadinanza in una società che si considera democratica.