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Foletti, “non abbiamo trovato donne adatte”. Il PLR attacca Bosia Mirra, che si difende, e Farinelli…

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Ieri FAFTPuls aveva fatto notare come nessuna donna fa parte del Consiglio Direttivo dell’Ente Autonomo del LAC, oggi Michele Foletti, Municipale e membro, ha ribadito di non averne trovate col profilo corretto.

Per quanto riguarda la Commissione d’inchiesta, il PLR, attraverso le parole di Bixio Caprara, non pare convintissimo. Le CPI costano, precisa, e non hanno mai portato a grandissimi risultati. Inoltre, i dettagli nuovi che sono emersi, soprattutto da Falò (ma il presidente si chiede che cosa fosse già noto alla Magistratura) sono di rilevanza penale, come truffa e riciclaggio: una commissione non avrebbe la possibilità di entrare nel merito. “Cosa fa, incarica contabili esterni? Ha senso fare lo stesso lavoro del magistrato? Io direi di no”. E non teme responsabilità per il DFE di Vitta, in quanto ogni Dipartimento è responsabile per legge delle proprie finanze.

Da Opinione Liberale, viene attaccata Lisa Bosia Mirra, che non si è dimessa nonostante la condanna: “È stata dunque condannata (con la condizionale ma sempre condannata) per avere, a più riprese, trafugato illecitamente in Svizzera decine di rifugiati africani. Chiunque avesse un minimo di rispetto per le istituzioni capirebbe la necessità di dimettersi immediatamente. Ma la signora in questione – con l’appoggio del suo partito – se ne fa un baffo e con la scusa che le azioni illegali da lei compiute sarebbero state commesse per spirito umanitario, dichiara di voler rimanere aggrappata al suo cadreghino con le unghie e con i denti”.

Lei, stufa di sentirsi dire cosa fare, ha ribattuto piccata: “qualcuno spieghi a Farinelli e a Opinione Liberale che in Svizzera i gradi di giudizio sono tre. E non stiano a scaldarsi tanto: in troppi si affannano a darmi consigli, perlopiù non richiesti, su cosa dovrei o non dovrei fare. Sappiano lor signori che di coscienza ne ho una sola e a quella sola rispondo. Si preoccupino piuttosto del riciclaggio di denaro sporco, delle infiltrazioni della camorra, del dumping salariale di stato e non, delle aziende che approfittano degli sgravi fiscali e poi quando esauriti delocalizzano lasciando un territorio devastato da capannoni industriali”.

Il capogruppo liberale Alex Farinelli ha voluto ribattere ancora su Facebook, “nel rispetto del fatto che la sentenza sulla collega non è ancora cresciuta in giudicato non mi ero più espresso in merito, ma visto che l’interessata sembrerebbe non averlo capito mi permetto di ribadire il concetto che avevo espresso a suo tempo:  “Se le accuse dovessero essere confermate, Lisa Bosia Mirra dovrebbe lasciare il Parlamento. Dispiace quando una persona che rappresenta i cittadini va a violare manifestamente delle leggi. Non deve succedere”. L’ho detto qualche mese fa e lo ribadisco ora. Io la penso così poi ognuno deve rispondere alla sua di coscienza”.

I Verdi dal canto loro chiedono di sostenere “due importanti iniziative popolari federali etiche e sostenibili: “Acqua potabile pulita e cibo sano – No alle sovvenzioni per l’impiego di pesticidi e l’uso profilattico di antibiotici” e “Per il divieto di finanziare i produttori di materiale bellico”. Il comitato cantonale ritiene che la prima obblighi a rispettare tre condizioni ecologiche fondamentali: una produzione esente da pesticidi, un effettivo di animali che può essere nutrito con il foraggio prodotto nell’azienda e l’assenza di un uso profilattico di antibiotici. La seconda invece vieta alla Banca nazionale svizzera e agli Istituti della previdenza statale e professionale di investire i loro capitali in aziende produttrici di materiale bellico”.

Il Governo Federale, per ragioni economiche, vuol congelare l’aumento delle guardie di confine. Scontento Norman Gobbi, che fa notare che nonostante la pressione migratoria si sia allentata, i passatori sono sempre all’opera.  “Crediamo, come cantoni di frontiera, che questa decisione non sia una misura a difesa della sicurezza interna; se la sicurezza lungo il confine non funziona, a dover intervenire sono i cantoni che devono adoperarsi per aumentare i propri effettivi e compensare i mancati rinforzi da parte della Confederazione”.

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