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Michele Foletti non ha ancora digerito la decisione del Consiglio Comunale di Lugano di abbassare il moltiplicatore dall’80% al 78%. Parla di un passo indietro, di un Legislativo irresponsabile, e non da oggi, e teme che la città possa tornare a essere in difficoltà finanziarie simili a quelle in cui si era trovata poco tempo fa, da cui si stava piano piano risollevando. “Se il regolamento sui rifiuti non entrerà in vigore l’anno prossimo il deficit supererà i 13 milioni e torneremo indietro nel nostro percorso verso il pareggio di bilancio. Per l’anno prossimo il piano finanziario prevedeva un aumento di 2 punti che siamo riusciti ad evitare, ma ora la questione si ripropone. Mi dispiace per tutta l’amministrazione, perché dal 2013 è stato fatto un lavoro importante. Invece di andare avanti, andiamo indietro”, ha detto con rammarico.

I capigruppo di PLR e PPD Karin Valenzano Rossi e Michel Tricarico hanno ribattuto che ” i toni e le dichiarazioni di Michele Foletti sono del tutto inappropriati e mancano gravemente di rispetto al ruolo del legislativo e dei suoi membri. Tacciare di irresponsabili coloro che hanno sostenuto una riduzione del moltiplicatore minima (2 punti, corrispondenti a circa CHF 6 mio) compensata peraltro integralmente dall’introduzione della tassa sul sacco, è fare disinformazione e inutile allarmismo, che può peraltro avere gravi ripercussioni reputazionali per la Città. Questo modo di far politica strumentalizzando la comunicazione si avvicina pericolosamente alle modalità notoriamente proprie ad altre nazioni, che non devono fungere da modello. Il potere legislativo è sovrano in queste delibere, l’Esecutivo deve dare del suo meglio per metterle in esecuzione e non fomentare inutili contenziosi”.

Sempre a proposito di Lugano, non si vuole abbandonare l’aeroporto ed è stato costruito un gruppo ad hoc per il suo sviluppo: Marco Borradori, sindaco di Lugano, Roberto Badaracco, Capo dicastero Cultura, sport ed eventi, Maurizio Merlo, direttore di Lugano Airport, Emilio Bianchi, presidente del CDA, Marco Romano, presidente di ASPASI, Luca Albertoni, direttore della Camera di Commercio del Cantone Ticino (CC-Ti), Michele Rossi, delegato per le relazioni esterne della CC-Ti, Franco Citterio, direttore dell’Associazione Bancaria Ticinese, Stefano Modenini, direttore dell’Associazione Industrie Ticinesi, Nicola Bagnovini, direttore della Società svizzera impresari costruttori sezione Ticino, Lorenzo Pianezzi, presidente di Hotellerie Suisse, Elia Frapolli, direttore di Ticino Turismo, Alessandro Stella, direttore di Lugano Turismo e Nicola Brivio, membro del CDA dell’Ente Turistico del Luganese.

IL PLR e il mondo della politica sono in lutto per la scomparsa di Ugo Sadis, Consigliere di Stato dal 1971 al 1983, già candidato al Consiglio Nazionale, e padre di Laura. Aveva 90 anni ed era malato da tempo.

A Mendrisio ieri è saltato il Consiglio Comunale perché erano presenti solo 36 membri su 60 e Massimiliano Robbiani è sbottato: “Avevo ragione o no a dire che 60 consiglieri comunali sono troppi!! Domani niente consiglio comunale; annunciati solo 36 consiglieri su 60. E pensare che si dovevano discutere temi molto importanti e da votare entro fine anno. In commissione delle Gestione ci mettono fretta nel portare avanti i lavori, e poi.. l’assenteismo a livello di consiglieri comunali regna alla grande”.

“Questo rinvio non è assolutamente riconducibile al gruppo PLR – si legge nel comunicato stampa del Gruppo – ben 14 nostri Consiglieri su 17 avevano infatti già formalmente confermato la loro presenza alla seduta””, ha scritto in una nota il PLR. “Questo rinvio appare come una mancanza di responsabilità nei confronti dei cittadini (ne va della credibilità delle istituzioni!), e anche una mancanza di rispetto nei confronti dei Colleghi Consiglieri che si erano (giustamente) riservati il 20 dicembre 2017 in agenda libero proprio a fronte della data di riserva espressamente indicata nella convocazione 7 dicembre 2017”.

Il riconoscimento di un solo anno dell’equivalenza della borsa svizzera da parte dell’UE è legata all’accordo quadro istituzionale fra Berna e Bruxelles: l’UE l’ha ammesso chiaramente, dopo che ieri il Consigliere Federale Ignazio Cassis aveva alzato la voce. Un ricatto, insomma: Fabio Regazzi e Lorenzo Quadri non ci stanno.

“L’UE continua a ricorrere a questi mezzucci ed è davvero avvilente e irritante. Ma a tutto c’è un limite. Non vogliono capire che abbiamo un sistema di democrazia diretta che ci impone certe scelte. È un segno delle difficoltà e della mancanza di una visione d’insieme di un’Unione europea in forte difficoltà. Se vogliono lo scontro siamo pronti, anche se ho sempre preferito mediare”, ha detto il pipidino, ammettendo che ridiscutere il miliardo di coesione adesso sarebbe giusto.

“Come volevasi dimostrare! Ogni commento è superfluo. L’accordo quadro istituzionale i balivi di Bruxelles se lo sognano. Swissexit subito!”, ha invece postato il leghista.