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Galeazzi, “perchè il mio nome viene pubblicato e quello di altri no?”

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Tiziano Galeazzi, deputato dell’UDC, è furibondo: il suo nome, coinvolto nel caso Pecunia Olet (per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, ma nulla è stato ancora deciso), è sempre stato fatto, mentre adesso un municipale del Luganese, che parrebbe coinvolto in una situazione di riciclaggio che ruota attorno al Latina Calcio, viene taciuto. E per lui non è corretto. “Sono amareggiato che il mio nome (non di certo appartenente a grandi famiglie) sia stato da subito infangato e invece ci sono altri personaggi pubblici che per reati di varia natura non vengono citati dai giornali… In Ticino ci sono personaggi pubblici di serie A e altri di serie B”.

Se in Ticino si pensa già alle prossime elezioni, come si è visto dai Comitati Cantonali di PPD e PS, a livello nazionale Schneider-Ammann ha annunciato il suo ritiro a fine legislatura, al più tardi dunque entro l’autunno del 2018,  e ovviamente si pensa già al suo successore.

Filippo Lombardi del PPD ha contestato le modalità dell’annuncio: a suo avviso, il Governo Federale dovrebbe coordinarsi meglio, perché per i partiti è difficile farlo a loro volta per prevedere una data in cui dare avvio alla campagna elettorale.

“Sicuramente il suo sostituto sarà ancora un liberale. I due seggi spettano a un partito che è in forte ripresa anche a livello svizzero. Probabilmente arriverà dalla Svizzera tedesca, qui ci saranno molti appetiti, anche se ritengo che l’anno prossimo, quando ci sarà l’elezione, un’attenzione particolare verrà data alle donne”, ha detto Adriano Cavadini, già Consigliere Nazionale PLR.

In questo caso, difficile pensare a qualcuno di ticinese, dopo l’ultimo posto toccato a Ignazio Cassis, oltretutto nello stesso partito. I nomi che si fanno sono quelli di Karin Keller Sutter (presidente del Consiglio degli stati), Petra Gossi (presidente del PLR) o Christa Markwalder (ex presidente del consiglio nazionale).

Nel frattempo, nel weekend si vota per la riforma fiscale: in caso di no, dunque di bocciatura, cadrà probabilmente anche il pacchetto sociale, anche se da parte della sinistra si promette battaglia per salvaguardarlo. L’interesse dei cittadini sembra essere comunque non altissimo.

Matteo Pronzini ha inoltrato un altro atto parlamentare. Questa volta non si preoccupa di soldi incassati da Consiglieri di Stato o ex, ma dello scioglimento dei contratti di tirocinio. “Il problema dello scioglimento dei contratti di tirocinio non è nuovo nel nostro cantone. In passato erano stati dedicati alla questione alcuni studi che avevano rilevato una certa persistenza del fenomeno, seppur a livelli elevati (circa il 16-18% se la memoria ci sovviene correttamente), sull’arco degli anni. Il mantenimento del fenomeno costante, seppur alla soglia indicata, aveva fatto concludere i responsabili della formazione che si trattasse di un fenomeno in un certo senso “fisiologico”, cioè legato alla situazione formativa tipica del contratti di tirocinio in azienda. Ora, il fenomeno sembra aver assunto una dimensione più rilevante e preoccupante, stando almeno ai dati forniti di recente dall’Ufficio federale di statistica (l’UST) e relativi al periodo 2012-2016”. E vuol sapere le ragioni, secondo il Governo, e quali misure si potrebbero applicare, suggerendo sin da subito “una maggiore sensibilità ed attenzione a livello dell’orientamento professionale tenendo maggiormente in considerazione i profili dei giovani e scartando in questo modo collocamenti che, verosimilmente, si tradurrebbero in scioglimenti del contratto di tirocinio
e un intervento maggiore e più attento degli ispettori di tirocinio, magari potenziandone gli effettivi e orientando l’attenzione di alcuni di essi proprio su questo aspetto”.

 

 

 

 

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