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Giornata più tranquilla in Gran Consiglio. No all’elezione popolare dei magistrati e ai trasporti gratuiti in caso di inquinamento

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La giornata di ieri in Gran Consiglio ha mostrato dei deputati arrabbiati e esasperati col Governo, da cui esigono risposte. Adesso c’è anche la Commissione parlamentare d’inchiesta incaricata di fornirle, alla RSI Manuele Bertoli ha detto che i fatti sono emersi man mano e che il Consiglio di Stato si è mosso facendovi fronte ogni volta che si veniva a sapere qualcosa di nuovo. Per esempio, è stato incaricato un perito dopo il servizio di Falò, e, ha precisato, “col senno di poi è facile”.

Ma l’insoddisfazione serpeggia fra i deputati.

Oggi invece la seduta è stata più leggera. I giudici, i pretori e procuratori continueranno a essere eletti dal Gran Consiglio e non dal popolo come avevano chiesto Lega e La Destra. Piuttosto, verrà istituita un’apposita commissione giudiziaria.

Massimiliano Ay del PC aveva chiesto con una mozione che i mezzi pubblici siano resi gratuiti ogni qual volta si supera la soglia di polveri fini nell’aria, e poi per i due giorni successivi. È stata respinta, e il leghista Fabio Badasci è stato categorico, “non possiamo regalare i trasporti pubblici in quanto le finanze cantonali non lo permettono”.

A Lugano sono emerse nel frattempo delle irregolarità riguardanti i mandati pubblici, stando al rapporto relativo all’applicazione della Legge sulle commesse pubbliche e dell’Ordinanza municipale sulle deleghe in materia di spesa nei mandati assegnati dai servizi dell’Amministrazione comunale nel corso del 2016, commissionato dopo le polemiche sorte lo scorso mese di maggio. Nell’11,2% dei casi non è stata verificata l’idoneità dell’offerente. Nel 5,2% dei casi la procedura per la verifica dell’idoneità era stata avviata e/o la conferma d’idoneità è giunta dopo l’assegnazione della commessa (e al LAQC con percentuale maggiore), nel 6,8% dei casi (125 su 1’848) la commessa analizzata non è stata inserita nella lista annuale delle commesse assegnate tramite incarico diretto o a invito di valore superiore a 5’000 franchi, nel il 10,8% dei casi (202 su 1850) non è stata riscontrata una decisione formale a supporto della delibera.

Il sindaco Marco Borradori intanto non intende ritirare il messaggio municipale sul credito di 20 milioni per l’aeroporto.

A Bellinzona ieri sono state consegnate le firme di UDC/Lega e MPS, raccolte separatamente, per il referendum sugli stipendi dei municipali. C’è stata un’incomprensione in seno all’UDC, con il municipale Mauro Minotti che ha affermato come ha dovuto diminuire il tempo lavorativo al 50%. “Con l’accettazione della proposta di referendum, Mauro Minotti guadagnerebbe 30’000 franchi in più di quanto guadagnava prima di diventare Municipale. Ciò in virtù del fatto che l’emendamento proposto e votato da Consiglieri comunali della Lega, dell’UDC e del PPD prevede di compensare integralmente la perdita di salario che il Municipale subisce a causa della sua attività politica. Inoltre gli viene versata una indennità supplementare di 30’000 franchi. È strano che Mauro Minotti, capodicastero finanze ed economia, non abbia saputo cogliere questo semplice calcolo. Comunque l’equivoco è ora stato chiarito all’interno del gruppo, dove il Municipale ha potuto spiegarsi meglio, e al quale rinnoviamo la nostra piena fiducia”, hanno scritto Tuto Rossi e Orlando Del Don.

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