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Giornata ticinese a Berna: Carobbio vicepresidente, Cattaneo giura

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In Consiglio Federale, giornata importante per il Ticino: Marina Carobbio è stata scelta come prima vicepresidente del Nazionale (la seconda è Isabelle Moret) e l’anno prossimo dovrebbe dirigerlo, subentrando a De Bauman, , entrato in carica oggi.

E anche Rocco Cattaneo siede ufficialmente fra i banchi bernesi, avendo giurato. Il primo messaggio per lui è di Giorgio Fonio, che gli chiede di di “essere ambasciatore a Berna in merito al ricorso inoltrato da alcuni petrolieri ticinesi, che osteggiano l’entrata in vigore di un CCL nazionale che doveva già essere realtà da alcuni anni. Il settore necessita più che mai di una risposta concreta e puntuale”.

Intanto, da Berna, ovvero dagli Stati, arriva un ulteriore ok a Prima i nostri. L’UDC esulta, “non si tratta di una sorpresa, dato che il testo dell’iniziativa è perfettamente conforme alla Costituzione federale, ancorché il Parlamento nazionale abbia illegalmente rifiutato d’applicarne l’articolo 121a lo scorso dicembre, emanando una legge che con l’applicazione di detto articolo nulla ha a che vedere. Seppure ponendo l’accento su dei veri o presunti limiti all’applicazione della norma costituzionale ticinese – la Berna federale vergognosamente servile nei confronti dell’UE al punto di portare l’incostituzionalità addirittura all’interno del Parlamento, figuriamoci se non avrebbe avuto da mugugnare – già il Consiglio federale e le commissioni delle Camere avevano “obtorto collo” dovuto ammettere la conformità della modifica costituzionale voluta dal 58% del popolo votante ticinese”. E ora si augura che  “il Gran Consiglio ticinese sappia dimostrare di saper fare meglio e più correttamente di quanto non ha purtroppo voluto fare il Parlamento nazionale con l’iniziativa contro l’immigrazione di massa”.

Massimiliano Robbiani ha lanciato una petizione per la chiusura dei valichi.

Lorenzo Quadri dal canto suo ha rivolto, nell’ora delle domande, alcuni quesiti: “Quali controprestazioni concrete immagina di ottenere versando questa enorme somma all’UE? Non ritiene il CF che il contributo di coesione costituisca un atto di sottomissione nei confronti dell’Unione europea? Con quale maggioranza il CF ha deciso di versare il contributo? Visto che la Svizzera non ha tratto alcun vantaggio dal primo “miliardo di coesione”, per quale motivo versarne degli altri? Come si concilia il nuovo contributo di coesione con la politica del “tasto reset” annunciata dal nuovo capo del DFAE? E con le misure di risparmio? Il CF è favorevole ad una votazione popolare sul nuovo contributo di coesione?”.

 

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