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Candidature “farsa” e liste presentate con il solo scopo di seminare scompiglio: con queste parole il Tribunale ha respinto il ricorso contro l’esclusione dalle elezioni del Consiglio comunale della lista “Gruppo Viva Rorè” e condanna i ricorrenti a indennizzare Tribunale e Comune per l’abuso delle istituzioni.

Con una sentenza del 27 novembre il Tribunale amministrativo del Cantone dei Grigioni ha messo la parola fine alla vicenda che ha visto l’ex Sindaco Giovanni Gobbi e altri due roveredani mettere in dubbio la legittimità dell’agire del Comune in occasione delle elezioni per il Consiglio comunale attualmente in corso.

Gobbi e altri proponenti avevano presentato liste, sia alle elezioni per il Municipio che a quelle per il Consiglio comunale, con una denominazione intenzionalmente pressoché identica a quella delle liste guidate dall’attuale Sindaco Alessandro Manzoni. Vedendo la loro lista esclusa dalle elezioni del Consiglio comunale, Giovanni Gobbi, Mario Albini e Gabriele Scalmazzi avevano fatto ricorso al Tribunale amministrativo dichiarando illegittimo l’operare del Comune e chiedendo la sospensione delle elezioni previste per il 2 dicembre.

Nella sua sentenza il Tribunale ha dichiarato l’agire di Gobbi e dei suoi cofirmatari come frutto di malafede, puramente volto a mettere in difficoltà gli organi comunali e a creare confusione tra gli elettori. Nelle parole del Tribunale i ricorrenti “hanno per loro stessa ammissione proposto delle candidature per burla e hanno ingenerato con le loro richieste, rasentanti l’assurdo, degli ingenti dispendi di forze e tempo da parte delle autorità comunali e del Tribunale amministrativo”. Alla luce di ciò i ricorrenti sono stati anche condannati a pagare le spese del Tribunale, di solito gratuite in materia di diritti politici, e un’indennità al Comune, per un totale di circa fr. 4’000.-.

Pur accogliendo con soddisfazione la sentenza, il Comune si rammarica che alcuni cittadini abusino delle istituzioni per scopi personali che vanno ben oltre il normale confronto politico. La gestione di questi abusi ha richiesto infatti un notevole dispendio di tempo e risorse da parte del Comune. Tempo e risorse sottratte al normale funzionamento dell’amministrazione e ai servizi svolti per gli abitanti del Comune. Un comportamento irresponsabile dunque, che ha di fatto generato un danno all’intera comunità.

Il Municipio auspica che la sentenza del Tribunale possa così fare chiarezza sull’operato del Comune, più volte ingiustamente messo in dubbio pubblicamente e con toni inutilmente polemici da Giovanni Gobbi e da chi lo ha sostenuto, e permetta quindi a tutti, elettori e candidati, di concentrarsi sulle elezioni in corso per il Consiglio comunale.