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I capogruppo accusano Mattei, lui si scusa “con chi posso aver offeso”. Caverzasio incassa la fiducia della Lega a Mendrisio, intanto Cassis…

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La giornata è stata dominata dai commenti sul post omofobo di Germano Mattei, che aveva preso di mira il leghista Daniele Caverzasio. A sostenerlo, inizialmente, il compagno di partito Kevin Pidò, che poi ha fatto marcia indietro, dicendo di non aver visto il secondo messaggio, quello più pesante. Ha anche deciso, per quello, di lasciare MontagnaViva.

I capogruppo lo hanno attaccato Mattei. “Trovo che quella di Mattei sia un’uscita fuori luogo e totalmente irrispettosa non solo del collega Caverzasio ma anche di tutta una serie di cittadini. Non è nostro compito chiedere le dimissioni di un collega, mi auguro solo che episodi del genere non si ripetano più”, ha detto il liberale Alex Farinelli.

Per il PPD, Maurizio Agustoni ha affermato che “soprattutto chi ha un ruolo pubblico non dovrebbe permettersi di giudicare le scelte di vita private di una persona. Peraltro tracciando equivalenze tra omosessualità e tossicodipendenza a dir poco inopportune”.

Su Facebook è facile andare un po’ lunghi, commenta il socialista Ivo Durisch, ma “i termini utilizzati da Mattei sono gravemente offensivi di una persona: avrebbe dovuto pensarci 10 volte prima di scrivere certe cose. Ora che il danno è stato fatto mi auguro abbia la stessa prontezza nel chiedere scusa”.

Sconcertata la leghista Sabrina Aldi, compagna di partito di Caverzasio. “Non potevo credere che un Gran Consigliere si potesse esprimere pubblicamente in questi termini. Eppure è riuscito pure a rincarare la dose nei commenti successivi. La mia solidarietà non solo a Daniele, ma anche a tutti gli omosessuali che si sono sentiti offesi da questi appellativi inaccettabili”. Ha criticato anche Pidò.

Lo stesso Mattei nel pomeriggio si è scusato con un altro lungo post, “non ho difficoltà a scusarmi con coloro che si sono sentiti offesi. Partendo da una constatazione dura quanto si vuole, ma che è sulla bocca di tantissimi, ho posto una domanda al Movimento della Lega dei ticinesi utilizzando il suo stile ventennale. Stile, che è diventato sistema, di dileggiare scrivendo, con vignette, osceni fotomontaggi e altro le persone di mezzo Cantone Ticino, Svizzere e Svizzeri, magari anche toccando i loro affetti e cerchie familiari. Non parliamo di illazioni alle nazioni confinanti, agli asilanti e altro. Il tutto creando situazioni delicate nelle persone toccate, anche in modo ossessivo e magari nei loro affetti più cari”. Ha definito Caverzasio una delle poche persone corrette e garbate nella Lega, e si è detto preoccupato per come sta andando il mondo.

La sezione di Lega, UDC e Indipendenti di Mendrisio hanno per contro confermato la fiducia a Caverzasio,  “gli attacchi personali sulla vita privata di Caverzasio, sono, a dir poco, inaccettabili e scorretti. Il servizio che offre Daniele alla cittadinanza di Mendrisio, con il suo mandato di Municipale, è e sarà sempre svolto con impegno e diligenza. “Non sono e saranno di certo queste calunnie a scalfire la fiducia della Sezione sul nostro rappresentante in Municipio. Sull’aspetto giudiziario in corso, confidiamo nella Magistratura, e pertanto non lasciamo dichiarazioni”.

A sorpresa, Ignazio Cassis ha rilasciato dichiarazioni che ammiccano al centro destra. “Ci sono troppi migranti in Svizzera e dobbiamo trovare un modo per ridurre questo afflusso. La popolazione l’ha chiesto e spetta ora a noi politici trovare una soluzione. Ne abbiamo trovata una nel dicembre dell’anno scorso, che era la maniera di trovare il miglior equilibrio tra pilotare la migrazione e nel contempo farlo favorendo il mercato del lavoro”. Ha spiegato che la legge di applicazione del 9 febbraio è stata a suo avviso e quello del PLR la migliore possibile senza rovinare i rapporti con l’UE, e ora vuole vedere se aiuterà a ridurre la pressione migratoria, soprattutto in zone molto colpite da essa come il Ticino.

I socialisti sono furibondi per il fatto che i nomi dei deputati che hanno votato sì alla legge sull’insegnamento della civica siano comparsi nell’inserzione dei promotori dell’iniziativa stessa su alcuni quotidiani. “È una pratica scorretta e fuorviante, che strumentalizza la democrazia a scopo puramente propagandistico. Le deputate e i deputati del PS al Gran Consiglio hanno sostenuto un compromesso in Parlamento solamente al fine di limitare i danni alla scuola, alle ragazze e ai ragazzi che i dettami di quest’iniziativa avrebbero generato. Alla luce dell’accordo raggiunto, in cui ognuno rinuncia a qualcosa affinché si possa ottenere un risultato, la prassi avrebbe richiesto che i promotori ritirassero l’iniziativa. Ma così non è stato, i promotori dell’iniziativa hanno voluto forzare la mano”. Hanno inoltre ribadito la convinzione che l’insegnamento della civica come avviene oggi vada bene e dunque invitano a votare no.

 

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