Il Partito Comunista a sorpresa apre al PS e chiede di presentare una lista assieme, con un proprio rappresentante in corsa per il Consiglio di Stato. “A fronte di una crescente offensiva delle destre, nonché di una gravosa dispersione delle forze progressiste (PC, MPS-POP e Verdi), con le quali non risulta il PS sia ancora pervenuto a delle intese, siamo dell’avviso sussista infatti un rischio concreto di vedere compromessa una significativa rappresentanza delle seconde a tutti i livelli istituzionali. In tale delicato contesto, consapevoli delle conseguenze politiche e sociali che una simile perdita di terreno comporterebbe, consideriamo perciò ineludibile il rilancio di un discorso sulla politica delle alleanze a sinistra”, si legge in una nota. “Qualora ipotesi di collaborazione comparabili non potessero venire assecondate saremo tuttavia pronti, oltre che malauguratamente costretti, a presentare una nostra lista sia per il Parlamento e sia per il Governo: per il bene della sinistra tutta, a privilegiare questa opzione non saremo comunque certamente noi”.

Lorenzo Quadri ribatte alla stoccata lanciata dal PLR tramite Opinione Liberale: “Apprendo dai portali online che il bollettino parrocchiale dell’ex partitone Opinione (il)liberale (più redattori che lettori) mi avrebbe dedicato l’ennesimo farneticante attacco, senza capo né coda, e condito con cifre campate in aria: uhhh, che pagüüüraaa! Si vede che questo è l’unico modo che il bollettino in questione ha per ottenere un minimo di visibilità, altrimenti non se lo fila nessuno: se posso rendermi utile, volentieri. A quanto pare, a far sbroccare i galoppini del fu partitone, sarebbero stati gli articoli del Mattino contro la scuola rossa. Eh già: i deputati liblab si sono fatti infinocchiare dal compagno Bertoli; vari sindaci PLR sono addirittura corsi ad inginocchiarsi al capo del DECS aderendo al comitato di sostegno alla scuola che (speriamo non) verrà (ma hanno chiesto l’autorizzazione ai rispettivi municipi? Perché pare che…ed il nervosismo in casa PLR è alle stelle. Per l’ennesima volta, l’establishment del partito rischia di farsi sconfessare dalla base. Comunque, gli insulti dei frustratelli di regime sono medaglie. Infine, ringrazio il bollettino liblab per il paragone con l’elfo Legolas: non lo sentivo da più o meno da 15 anni e non lo considero certo un’offesa. Però l’arco non lo so usare… Chiedo all’ex partitone se mi paga un corso”.

Ruby Belge è ufficialmente un candidato del PLR luganese al Gran Consiglio. Con lui Alessandra Gianella, Ana Djurovic, Arnaldo Negri, Daniel Georgis, Fabio Schnellmann, Giovanna Viscardi, Innocenzo Caizza, Luca Cattaneo, Mari Luz Besomi-Candolfi, Marco Zueblin, Paolo Toscanelli, Roberto D’Auria.

Lungo discorso del presidente sezionale Guido Tognola, che invoca il ritorno ai valori svizzeri, e analizza il momento del suo partito.  “È nel rispetto del gioco democratico, che oggi, più che mai, dobbiamo riconoscere la realtà che siamo un partito non più di maggioranza, bensì accettare l’importante ruolo di un’opposizione intelligente, unita, umile, vigile. Positivamente visionaria. Saggiamente sognatrice, coscientemente costruttiva e propositiva. Tutrice orgogliosa di ideali e valori per i quali, ancora oggi, la gente, non fosse che in altre parti del mondo, è pronta a morire e muore per poterli conquistare, ribadire e difendere. Oggi, più che mai, dobbiamo ribadire con fierezza la necessità, il bisogno di un partito politico sano, veritiero, credibile, espressione della volontà politica prospettica e condivisa di ogni singolo individuo che lo compone e che lo rappresenta, combattendo giorno per giorno in difesa di quelle incredibili conquiste che oggi più che mai tendiamo a sottovalutare. A noi riconquistare quella parte di società civile dormiente, esausta da promesse disilluse, ma non per questo disposta al gioco al massacro di populismi insensati o di convulsi sovranismi a noi lontani”.

Nicola Schönenberger ha spiegato come ormai i Verdi non siano più “solo” ambientalisti, bensì un partito che ha preso posizione su diversi temi, preoccupato della sostenibilità ambientale ed anche finanziaria. Ha insistito sul bisogno di premiare le aziende virtuose, e sul dossier sui salari minimi, nato da una loro iniziativa, “che prevede salari minimi dignitosi, e il Governo cosa fa? Propone salari che sono inferiori a quello che è il minimo necessario per vivere, che obbligano chi li percepisce a rimanere in assistenza: infrangono la dignità stessa dei lavoratori. Siamo un partito che ha ritrovato la sua unità”. Ha annunciato che per il Consiglio di Stato si correrà soli e che l’obiettivo è riconfermare il gruppo in Gran Consiglio.

MPS, POP e parte del mondo sindacale fanno parte del Comitato contrario al progetto fiscale 17, con relativo finanziamento dell’AVS.