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I Ministri rinunciano ai rimborsi per il telefono. Un anno di Cassis

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Il tema dei rimborsi è sempre caldo. L’Ufficio Presidenziale del Gran Consiglio ha proposto 15mila franchi annui come forfait, i membri del Governo ne vorrebbero 16’500. Comunicheranno le loro osservazioni dopo averne discusso in una delle prossime sedute. Intanto la prima conseguenza, dopo Bertoli anche gli altri Consiglieri di Stato hanno rinunciato ai soldi per il cellulare, che da 300 erano diventati 125 franchi.

Il più soddisfatto della decisione è ovviamente Matteo Pronzini, che in una note del MPS fa notare come la scelta sia “di fatto un’ammissione indiretta della bontà delle denunce presentate da Matteo Pronzini e anche della legittimità di informare il Procuratore Generale di quanto stava succedendo da mesi”. Adesso chiede che venga ritirata la denuncia contro di lui di Vitta, Beltraminelli, Gobbi e Zali, sostenendo che “costoro non si rendono conto di come il paese stia ridendo di loro! Siamo 1-0 per noi ma devono restituire tutto”. Si sentirà ancora parlare dell’argomento, insomma, anche perché la perizia ha detto che il Parlamento potrebbe richiedere indietro circa 300mila franchi. “Ci sono questioni irrisolte che hanno una valenza politica e materiale ben più pesante dei rimborsi sui quali si è finora concentrata l’attenzione. Ricordiamo infatti che vi è pendente, sempre davanti al Gran Consiglio, una seconda richiesta di restituzione che riguarda il trattamento di fine rapporto dei consiglieri di Stato”.

Oggi era un anno dall’elezione di Ignazio Cassis in Consiglio Federale. Bixio Caprara, presidente del PLR, lo celebra: “Un anno fa l’elezione di Ignazio Cassis in Consiglio federale, una forte emozione. Da allora il Ticino è sicuramente più vicino a Berna, la Svizzera è un po’ più svizzeroitaliana e gli interessi svizzeri nei rapporti con l’UE sono stati messi sul tavolo con grande trasparenza e intelligenza”.

Parlando de La Scuola che verrà, Caprara ha detto che “la situazione rischia di trasformarsi in un pericoloso voto pro o contro il direttore del DECS Manuele Bertoli, quando in realtà c’è in ballo il futuro delle nuove generazioni” e ha ripetuto la sua soddisfazione per il voto che non limita la durata delle cariche politiche: “I partiti sono la base del nostro sistema democratico e si differenziano anche per queste cose. Devono semmai essere i cittadini a decidere se si sentono rappresentati o meno da quei partiti che non garantiscono un certo ricambio generazionale. Ma le iniziative andavano respinte anche e soprattutto perché il Cantone, rispettivamente il Gran Consiglio, non può trattare i Comuni come dei propri tutelati mettendo il naso in aspetti di loro competenza. Il comune è, nella nostra Costituzione federale, il primo livello istituzionale. Lasciamo che siano loro a decidere per sé stessi in piena libertà e autonomia…”.

A proposito di Cassis, tagliente il giudizio di Alain Bühler, vicepresidente dell’UDC: Un anno di Cassis? Io stenderei un velo pietoso… Viste le posizioni assunte dal Popolo ticinese sinora in merito all’Unione europea, non si può in alcun modo asserire che lui ci rappresenti in Consiglio federale con il suo operato. Io il tasto Reset promesso non l’ho ancora visto. Voi? Pertanto, in attesa di vedere se sarà rieletto a dicembre 2019, c’è una cosa che possiamo realmente festeggiare oggi: un anno senza Burkhalter!”.

Il PLR va giù duro ancora contro Lorenzo Quadri, continuando a chiamarlo Legolas:. Il tema è quello dell’indennità di disoccupazione ai lavoratori del Casinò di Campione. “La SECO come tutta la Berna federale, sarebbe così succube dell’Unione Europea da assumere perfino obblighi che non ha nei confronti dei vicini. Preso dalla sua ideologia esterofoba, al Nostro è in verità sfuggito un aspetto. Questi dipendenti risiedono legalmente in Ticino, e hanno diritto, se privi di altri mezzi di sussistenza, alle prestazioni assistenziali, che sono a carico di Cantone e Comuni. La SECO ha quindi fatto un favore ai contribuenti ticinesi tutti, assumendo un onere che sarebbe altrimenti ricaduto su di loro. Neppure i cani che si mettono a salivare credendo di avere sentito muovere la scodella del cibo, quando si tratta invece del tosaerba, hanno riflessi condizionati così perturbati come quelli anti-italiani e anti-bernesi del Leghismo duro e puro”.

“I sindacati ticinesi oggi, giustamente, affermano che i servizi pubblici devono abbandonare la logica aziendalistica e la ricerca del massimo profitto. Il Partito Comunista giudica favorevolmente questa linea e auspica che i delegati dell’Unione Sindacale Svizzera la seguano: è adesso il momento”, sostiene il PC.

Sabrina Aldi della Lega ha presentato una mozione generica in cui chiede che chi desidera esercitare la professione di legale in Svizzera conosca almeno una seconda lingua nazionale. Assieme a lei  Enea Petrini, Omar Balli, Giancarlo Seitz e Massimiliano Robbiani.

Quest’ultimo parla di un malessere all’interno della Casa Anziani Torriani di Mendrisio: “la persona che attualmente potrebbe fungere da nuovo responsabile della casa anziani Torriani è l’attuale responsabile delle cure che starebbe seguendo i relativi corsi di formazione. Si tratta di una figura che non suscita particolari entusiasmi fra i collaboratori e ciò non è una bella premessa, tanto più che la persona in questione risiede in Italia. A mio modo di vedere queste nomine andranno sottoposte a pubblico concorso e ben valutate in sede di nomina proprio per evitare malcontenti diffusi che danneggerebbero la qualità dei servizi e delle attenzioni riservate agli anziani”. E chiede lumi al Municipio.

Il socialista Bruno Storni esulta per la possibilità di Gordola di avere una nuova palestra: è stato infatti stanziato un credito di 2,8 milioni votato dal Gran Consiglio per la realizzazione di una struttura nel comparto delle scuole medie.  “Gli allievi delle Medie di Gordola potranno finalmente dopo anni di situazioni precarie e spostamenti in luoghi impropri, svolgere le lezioni di educazione fisica in strutture adeguate, in norma e senza rischi ambientali. Inoltre la nuova struttura sarà a disposizione delle società del Comune e della regione nelle fasce orarie e giorni non scolastici. La struttura scelta è di qualità offre una superficie di 450 mc e permette di essere realizzata in pochi mesi”.

Bel colpo, sembrerebbe, per l’aeroporto di Lugano: la Luxaviation, tra i leader mondiali dell’aviazione privata, aprirà una sede, sfruttando la vicinanza con le banche, con la volontà di far crescere la flotta.

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