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I salari minimi cantonali si applichino anche ai lavoratori distaccati!

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Il Consiglio federale ha proposto di respingere una mozione del Consigliere agli Stati Fabio Abate che chiedeva di incaricare il governo federale di presentare una modifica dell’articolo 2 della Legge federale concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti normali di lavoro (Legge sui lavoratori distaccati, LDist) dell’8 ottobre 1999, affinché sia prevista “la possibilità di imporre ai datori di lavoro esteri che distaccano i propri lavoratori in Svizzera anche il rispetto delle condizioni salariali minime prescritte in una legge cantonale”.

Secondo il Consiglio federale il salario minimo non rientrerebbe nell’ambito delle misure collaterali della libera circolazione, inoltre le leggi cantonali stesse escluderebbero i lavoratori distaccati dal campo d’applicazione del salario minimo.

Per quanto riguarda il primo argomento, riteniamo che il salario minimo costituisca a tutti gli effetti una misura che consente di contrastare, almeno in parte, gli effetti negativi della libera circolazione. Per quanto riguarda il secondo argomento starà ai vari Cantoni stabilire se, e in che misura, la legislazione sul salario minimo si applichi ai lavoratori distaccati; nella misura in cui i Cantoni decidano di applicare il salario minimo ai lavoratori distaccati essi devono avere la possibilità di attuare questa decisione.

La modifica dell’art. 2 LDist è pertanto giustificata.

L’esclusione dei lavoratori distaccati dall’ambito di applicazione del salario minimo cantonale rischia, almeno in Ticino, di vanificarne lo scopo stesso, ovvero consentire a tutti i lavoratori di avere un tenore di vita dignitoso.

In effetti tale esclusione è un incentivo economico a far capo a lavoratori distaccati a discapito dei lavoratori residenti, ciò che costituisce un impoverimento del mercato del lavoro ticinese.

In Ticino, peraltro, il fenomeno dei lavoratori distaccati è particolarmente sviluppato, basti pensare che ogni anno vengono impiegati lavoratori distaccati per l’equivalente di 6’000 lavoratori a tempo pieno.

Con la presente iniziativa, riprendendo la mozione del Consigliere di Stato Fabio Abate, chiediamo quindi che l’Assemblea federale modifichi l’articolo 2 della Legge federale concernente le misure collaterali per i lavoratori distaccati e il controllo dei salari minimi previsti nei contratti normali di lavoro (Legge sui lavoratori distaccati, LDist) dell’8 ottobre 1999, affinché sia prevista la possibilità di imporre ai datori di lavoro esteri che distaccano i propri lavoratori in Svizzera il rispetto delle condizioni salariali minime prescritte in una legge cantonale.

Fiorenzo Dadò, Maurizio Agustoni, Giorgio Fonio, Marco Passalia

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