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Il Consiglio federale, nella sua seduta del 26 giugno 2019, si è espresso contro l’iniziativa popolare «Sì al divieto degli esperimenti sugli animali e sugli esseri umani – Sì ad approcci di ricerca che favoriscano la sicurezza e il progresso» (iniziativa per il divieto di sperimentazione animale). Il Consiglio federale è dell’opinione che nel campo della ricerca gli esseri umani e gli animali siano sufficientemente protetti.

L’iniziativa è stata presentata il 18 marzo 2019 e chiede un divieto incondizionato della sperimentazione animale e della ricerca che coinvolge esseri umani. Fra le richieste anche quella di vietare l’importazione nel nostro Paese di ogni prodotto che sia stato sviluppato del tutto o anche solo in parte effettuando esprimenti sugli animali.

Il Consiglio federale condivide in linea di principio la motivazione dei promotori dell’iniziativa di limitare il più possibile le sofferenze degli animali, ma considera eccessivo quanto richiesto. Raccomanda pertanto di respingere l’iniziativa senza opporle alcun controprogetto diretto o indiretto. Ritiene il diritto vigente sufficientemente severo per proteggere esseri umani e animali nella ricerca scientifica: nel 2008 sono state introdotte disposizioni relative alla sperimentazione animale più rigorose e nel 2010 gli elettori hanno rafforzato la protezione degli esseri umani nella ricerca approvando a larga maggioranza un nuovo articolo costituzionale in materia. Nel 2014 è entrata in vigore la nuova legge sulla ricerca umana.

Promozione di alternative alla sperimentazione animale
La Confederazione promuove da anni alternative alla sperimentazione animale. Lo scorso anno, in collaborazione con le scuole universitarie e l’industria farmaceutica, è stato fondato un Centro di competenza con il proposito di rafforzare il cosiddetto principio delle 3R. Questo principio (replace, reduce e refine) punta a sostituire gli esperimenti sugli animali con metodi alternativi, a ridurne il numero e a limitare la sofferenza degli animali stessi.

La ricerca fondamentale, il controllo dei prodotti farmaceutici e chimici per il benessere degli esseri umani e degli animali nonché la ricerca nel campo della tutela dell’ambiente ricorrono oggi alla sperimentazione animale. Talvolta è anche necessario coinvolgere persone, se la ricerca riguarda malattie umane. La legislazione prevede in proposito che la ricerca che coinvolge esseri umani e animali sia ammessa solo nel caso non esistano alternative, come simulazioni al computer o modelli cellulari.

Conseguenze nel caso di un’approvazione
In caso di approvazione dell’iniziativa, è possibile che non si possa più garantire l’approvvigionamento di medicinali. Inoltre, a causa del divieto di importazione, la popolazione svizzera potrebbe non beneficiare più degli sviluppi scientifici all’estero: ciò potrebbe riguardare nuovi medicamenti come prodotti fitosanitari, prodotti chimici o integratori alimentari, che vengono sviluppati attraverso la sperimentazione animale. L’ampio divieto di importazione e di commercio è poi inconciliabile con gli obblighi e gli accordi internazionali della Svizzera, basti pensare a quelli con l’UE. L’iniziativa sarebbe pertanto di difficilissima attuazione e potrebbe avere conseguenze negative per la salute, la ricerca e l’economia del Paese.