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Il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi, accompagnato dalla direttrice della Divisione della giustizia avv. Frida Andreotti, ha incontrato oggi nella sala del Gran Consiglio a Bellinzona i Giudici di pace e i Giudici di pace supplenti dei 38 Circoli del Ticino. L’appuntamento è stato organizzato in occasione del rinnovo delle cariche per il periodo 2019-2029.

Nel suo saluto iniziale il Consigliere di Stato Norman Gobbi ha sottolineato l’importanza della figura del Giudice di pace e il ruolo essenziale che esso riveste nell’ambito della giustizia ticinese. Ha poi ringraziato per la loro attività i giudici che terminano nel mese di maggio il loro impegno e ha rivolto gli auguri di buon lavoro ai nuovi Giudici di pace e Giudici di pace supplenti che iniziano il loro mandato per volontà popolare in questo 2019.

La direttrice della Divisione della giustizia, avv. Frida Andreotti, ha ripercorso genesi e sviluppo della riorganizzazione della giustizia di pace nell’ambito della riforma G2018.
Una riforma interrotta nel corso del 2018 per permettere gli ulteriori approfondimenti richiesti dal Consiglio della Magistratura. Ricordando il risultato della perizia effettuata dai professori Pascal Mahon e François Bohnet dell’Università di Neuchâtel sulla costituzionalità della funzione di Giudice di pace laico (quindi non giurista di formazione), la direttrice della Divisione della giustizia ha messo sotto la lente il tema della formazione, che risulta essere decisivo per il futuro delle giudicature di pace e il loro buon funzionamento. In questo senso ha presentato i due consulenti e formatori, gli avvocati Emanuela Colombo Epiney e Giorgio Bassetti, nonché i temi della formazione di base che sono in fase di organizzazione da parte della Divisione stessa e i corsi legati alla formazione continua.

Durante l’incontro sono pure intervenuti il presidente del Consiglio della Magistratura, giudice Werner Walser, il rappresentate dell’Associazione ticinese giudici di pace, Guglielmo Bernasconi, e Veio Zanolini, che ha parlato de “La mia esperienza di 38 anni di attività quale giudice di pace”.