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Il Governo scrive a Minni, da Cannobbio elogi a Zali. Pronzini sempre protagonista

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Il Consiglio di Stato ha scritto, irritato, al presidente del Tribunale d’Appello Mauro Mini, che ha rivolto lunedì una stoccata a Zali, in merito a quando detto riguardo al non luogo a procedere (doppio) di Noseda sul caso rimborsi:  “Qualche membro (del Governo) voleva indicare alla magistratura come fare le inchieste. La magistratura poteva essere più coraggiosa”. Il Governo ha voluto chiedere un chiarimento per un’uscita ritenuta scorretta.

Zali però incassa le parole del sindaco di Cannobbio, che riconduce al suo impegno a favore del blocco dei ristorni i 25 milioni stanziati da Piemonte, ANAS e Comuni (coi soldi dei ristorni stessi) per la messa in sicurezza della statale 34. Giandomenica Albertella ha detto che “se qualcosa si è positivamente sbloccato lo si deve alla provocazione del presidente del Consiglio di Stato ticinese Claudio Zali: congelare i ristorni dei frontalieri versandoli su un conto corrente bloccato fino a quando il nostro Paese non si fosse deciso a realizzare infrastrutture di interesse comune” e che l’Italia riferirà alla Svizzera nel prossimo incontro fra i due Paesi come sono stati usati i fondi.

Il Consiglio Federale ha consigliato alla Camere di votare no su un’iniziativa volta a concedere un congedo paternità pagato coi fondi pubblici: deve rimanere di competenza dei datori di lavoro. e Giorgio Fonio, pipidino, è arrabbiato: È” una decisione molto ‘ponziopilatesca’. “È un peccato che il Consiglio federale si sia dimostrato molto miope su questa tematica. Si tratta di un’iniziativa molto ragionevole e prova ne è il numero di firme raccolte in un periodo di tempo relativamente breve. Se il Governo di una delle Nazioni più ricche del mondo non prova nemmeno a studiare un controprogetto, ahimè, c’è da preoccuparsi. Speriamo che il Parlamento sappia essere più ragionevole e sensibile alla politica famigliare della nazione”.

A Bellinzona, la vertenza fra Matteo Pronzini e i due agenti che avrebbe offeso l’8 marzo si è risolta in modo conciliativo. Ma i toni non si abbassano. “Il coordinamento dell’MPS non può non ribadire come in questa vertenza vi siano stati atteggiamenti politici ed amministrativi assolutamente condannabili. Rimane assolutamente sospetta la tempistica con la quale un’interpellanza del PLRT (Käppeli) in consiglio comunale anticipava di qualche giorno l’inoltro della denuncia dei due poliziotti. Una commistione (non certo nuova) tra potere politico e potere amministrativo-poliziesco assolutamente inaccettabile. Non saranno le fetenti manovre del PLRT di Bellinzona, dei suoi tirapiedi – in particolare quelli alla testa di settori dell’amministrazione comunale – a intimorirci o a farci desistere dalle nostre battaglie politiche (da quella sul futuro dell’Officina a quella del grande imbroglio che si è consumato ai danni del sistema pensionistico del personale della città). Combatteremo contro questo clima di intimidazione politica che ormai regge tutte le istituzioni del comune. Cambiano le maggioranze politiche, ma i metodi sono sempre gli stessi”. E non si risparmiano critiche alla Polizia.

Oggi la Città di Bellinzona ha risposto difendendo la Polizia, che non ha reso pubblico il verbale: tutto è avvenuto in presenza di testimoni per cui non c’era bisogno di ciò per far sapere l’accaduto. “Il Municipio che stigmatizza inoltre le ennesime parole offensive rivolte a collaboratori e dipendenti dell’Amministrazione comunale rei, unicamente, di svolgere con coscienza il proprio lavoro”.

Lo stesso Pronzini si è occupato anche del Cardiocentro, facendo notare come il fatto che l’ospedale del cuore volesse una proroga alla scadenza della data in cui dovrebbe confluire nell’EOC, ma che anzi sono almeno tre anni che si poteva intuire. “Le implicazioni di questa discussione hanno un carattere politico di fondo e investono la politica sanitaria del Cantone, nonché la pianificazione ospedaliera cantonale. Non si capisce bene a nome di chi e investito di quale autorità il governo stia negoziando con la fondazione Cardiocentro, facendo proposte e controproposte che nessuno lo ha autorizzato a fare. Tutti temi sui quali la parola spetta non al governo, ma al Gran Consiglio ed eventualmente ai cittadini e alle cittadine di questo Cantone”, ha scritto in un atto parlamentare.

Giovanni Albertini protesta col Municipio di Lugano, che non ha rispettato i tempi per rispondere alla sua mozione sul ripristino delle fontane del lago. “Considerando che la mozione in oggetto è stata depositata in data: 01.06.2017, che la commissione dell’edilizia ha presentato il proprio rapporto in data 04.12.2017, il tempo di risposta da parte del Municipio è ormai passato da molti mesi. In considerazione di quanto esposto sopra, pongo formale reclamo nei confronti del Municipio, sollecitandolo a esprimere le proprie considerazioni in tempi brevi”.

Sempre a proposito di Lugano e di PPD, Sara Beretta Piccoli, assieme a Carlo Zoppi, Tiziano Galeazzi, Nicola Schönenberger, Simona Buri, Giordano Macchi, Raoul Ghisletta, Ero Medolago, Stefano Gilardi e Martina Caldelari, ha inoltrato un’interpellanza riguardante il futuro smaltimento delle plastiche. “Negli ultimi tempi, per fortuna la sensibilità dei cittadini riguardo la separazione dei rifiuti è molto migliorata, grazie anche ad una campagna promossa dal Municipio. Purtroppo però, regolarmente, nelle zone di raccolta rifiuti, in particolare negli ecocentri, si riscontrano sovente difficoltà tra utenti ed operatori ecologici, relative allo smaltimento delle plastiche. Se è vero che le campagne riguardanti la corretta gestione del PET (bottiglie di bibite), hanno portato a buoni risultati, lo stesso non si può dire per quanto attiene lo smaltimento delle cosiddette plastiche”. Cosa succederà dunque quando verrà introdotto il sacco a pagamento?

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