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Il Municipio di Chiasso condanna Pantani e i fatti del Palapenz. Domani seduta straordinaria del GC

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Il Comune di Chiasso ha preso posizione su due polemiche che hanno scaldato i giorni scorsi, ovvero le esternazioni di Roberta Pantani sull’arciprete e sui chierichetti stranieri e soprattutto quanto accaduto al Palapenz alla serata informativa sul centro asilanti.  “Senza minimamente intendere giudicare né un fatto né l’altro, siccome ciascuno nell’esternare le proprie opinioni personali si assume di seguito le proprie responsabilità, il Municipio si permette osservare che le modalità con cui è stata manifestata la contestazione al Palapenz, tentando intenzionalmente di impedire un dibattito pubblico informativo, non hanno alcunché di democratico. Allo stesso modo, il Municipio è altresì convinto di quanto sia fondamentale che i rappresentanti delle istituzioni si impegnino, oggi più che mai, a evitare inutili polemiche. Le istituzioni e i loro rappresentanti non dismettono il proprio ruolo in alcun momento: loro compito è di rispettare le leggi fondamentali del Paese e quelle convenzioni che proteggono le fasce più indifese dalla strumentalizzazione”.

Non totalmente soddisfatto Giorgio Fonio del PPD, che aveva chiesto se Pantani fosse ancora adatta a dirigere il suo Dicastero e al Municipio di prendere distanza ufficiale. “Il sindaco si è reso conto che la collega ha alimentato un’inutile e pericolosa discussione ma restiamo preoccupati per il fatto che chi formula certi ragionamenti sulle altre culture gestisca il Dicastero socialità e integrazione. Fa specie che il Municipio abbia sorvolato su quest’ultimo punto…”.

Domani il Gran Consiglio deciderà se impugnare o meno il decreto di abbandono sul tema dei rimborsi dei Ministri. E Germano Mattei ha fatto partire la polemica sul gettone, dicendo che non lo incasserà e chiederà al plenum di fare altrettanto. Tiziano Galeazzi gli ha scritto, “Caro collega apprezzo quanto da te richiesto all’Ufficio Presidenziale sul tema del gettone di domani per la seduta straordinaria del Gran Consiglio. Ti rammento però che la seduta fa parte di una necessità legale e di un regolamento del GC ben chiaro. Nulla di strano quindi e come deputati siamo chiamati ad andarci, (regolamento del GC come di diritto e dovere) nel limite degli impedimenti personali urgenti. Quindi il gettone non è un surplus extra ma rispecchia una presenza fisica-reale in Parlamento retribuita come normalmente. Io comunque ho deciso di non seguire la tua proposta e di ritirarlo, girandolo però, tramite i Servizi del GC, in beneficienza alla Scuola di scultura per disabili di Casimiro Piazza a Villa Luganese dove sicuramente sapranno come utilizzarlo nei migliori dei modi. Poi le casse del Cantone sono “ricche oggi” quindi meglio aiutare direttamente la nostra popolazione con un piccolo gesto, tanto per non lasciare che il gettone vada a qualche finanziamento a paese terzo”.

C’è chi come Massimiliano Robbiani della Lega ha deciso che non andrà, mentre per Alex Farinelli del PLR non entra neppure in discussione di rinunciare al gettone. PPD e PS ne discuteranno domani. Il quorum sarà raggiunto?

Prosegue la polemica riguardante il manifesto del PS nazionale sulla necessità di dire no all’autodeterminazione, quello con Putin, Trump e Erdogan. I socialisti ticinesi replicano a Chiesa (e a Quadri): Era prevedibile ed è successo: Marco Chiesa fa l’offeso riguardo alla nostra campagna contro l’iniziativa anti diritti umani dell’UDC. Come al solito alza la voce e parla come se tutta la popolazione svizzera la pensasse come lui e l’UDC quando invece c’è una Svizzera che non la pensa così, una Svizzera che resiste. Chiesa dice che “il popolo svizzero merita rispetto”. Il rispetto per il popolo, Marco Chiesa, va dimostrato denominando le iniziative in modo corretto, non con titoli che non hanno nulla a che vedere con il contenuto dell’iniziativa, come fa sistematicamente l’UDC. Quella che voteremo il 25 novembre, dovrà essere rifiutata con un deciso no perché altrimenti obbligherebbe la Svizzera a rinunciare alla Dichiarazione universale dei diritti umani: questa è quindi un’iniziativa contro i diritti umani. Chiesa può fare l’offeso, alzare la voce, cercare di parlare a nome di una popolazione che però non la pensa come lui. La popolazione che resiste e che dice no all’iniziativa contro i diritti umani dell’UDC: un serio attacco ai valori della Svizzera, alla neutralità, alla forza della diplomazia svizzera, alla nostra tradizione umanitaria”.

I deputati leghisti Maruska Ortelli, Lelia Guscio e Massimiliano Robbiani vogliono sapere, dopo la bocciatura alle urne, quali sono stati i costi del progetto de La Scuola che verrà. “In seguito ai risultati di domenica 23 settembre e alla sonora bocciatura da parte del popolo alla “sperimentazione della scuola che verrà”, alcune considerazioni e quesiti sono d’obbligo. Il popolo ha chiaramente affossato il più importante e forse unico progetto del DECS delle ultime due legislature, come anche la proposta alternativa promossa dal PLR. Lo studio di queste possibili riforme, iniziato nel 2013, ha comportato un ingente mole di lavoro, richiedendo al Dipartimento un aumento di forza lavoro con conseguenti nuove assunzioni”, scrivono i deputati leghisti, chiedendo quindi al Governo “quale sarà il futuro dei funzionari assunti appositamente per lo studio e l’elaborazione della “Scuola che verrà”? Quante sono le unità lavorative assunte appositamente per il progetto? Quanto è costato lo studio e l’elaborazione del messaggio governativo dal 2013 ad oggi?”.

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