Come viene riportato in data 26.9.2017  su SWI la destra svizzerotedesca, molto critica nei confronti dell’azienda radiotelevisiva di servizio pubblico, la SSR, non è riuscita a convincere il Consiglio Nazionale a imporre tagli al canone.

Il controprogetto indiretto, che chiedeva di tagliare almeno della metà i soldi del canone, è stato bocciato con 108 voti contro 70 e 2 astenuti. L’iniziativa stessa è stata respinta più nettamente con 122 voti contro 42 e 15 astenuti.

Presto una votazione

Quest’ultimo testo, depositato dall’Associazione “No Billag” nel dicembre 2015 con 112’191 firme valide, prevede che la Confederazione non possa riscuotere canoni, né sovvenzionare o gestire emittenti radiofoniche o televisive. Se l’iniziativa venisse accettata, le attuali concessioni con partecipazione al canone verrebbero revocate senza indennizzo.

L’esito della votazione popolare, che potrebbe tenersi già il prossimo 4 marzo, solleva numerosi timori tra i difensori della SSR. Il “sì” di misura alla riforma del canone radio-tv nel giugno del 2015 ha fatto trapelare un certo malumore in seno alla popolazione. Secondo diversi parlamentari democentristi, ciò è dovuto all’arroganza e alla politicizzazione di quella che definiscono “radiotelevisione di Stato“.

L’iniziativa popolare “Sì all’abolizione del canone radiotelevisivo (Abolizione del canone Billag)” priverebbe il servizio pubblico di questa somma. Quale alternativa all’iniziativa una minoranza di destra proponeva di limitare il canone a 200 franchi per economia domestica ed esentarne le aziende.

Questo controprogetto diretto, già bocciato dalla commissione preparatoria con 15 voti contro 10, non ha convinto la maggioranza del plenum. A sostenerlo in aula sono stati soprattutto esponenti dell’Unione democratica di centro (destra conservatrice).

Il canone radiotelevisivo in Svizzera ammonta attualmente a 451,10 franchi per nucleo famigliare. Con la sua generalizzazione, la fattura dovrebbe abbassarsi a meno di 400 franchi entro il 2019.

Le imprese con una cifra di affari superiore a 500’000 franchi potrebbero invece doverne spendere fino a 39’000.

Nel 2015, il canone ha fruttato 1,35 miliardi di franchi (senza IVA). La parte della SSR è stata di 1,235 miliardi. Il resto è andato alle emittenti locali e regionali.